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Piazza Affari scottata dal petrolio, exploit di Fideuram

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Piazza Affari scottata dal petrolio. Le nuove fiammate del greggio hanno spaventato gli investitori. L’oro nero si è spinto fino a 58 dollari a barile. La marcia al rialzo è partita venerdì sulla spinta di una ricerca di Goldman Sachs, secondo cui il mercato petrolifero sta entrando in una fase di altri forti rialzi e potrebbe raggiungere un massimo di 105 dollari il barile. Gli investitori hanno ignorato le annunciate consultazioni tra i membri dell’Opec su un possibile ulteriore incremento della produzione di altri 500.000 barili al giorno. Così il Mibtel ha ceduto lo 0,33% a 24.695 punti, l’S&P lo 0,44% a 32.392 punti. A frenare la discesa degli indici a Milano ci hanno pensato quindi i petroliferi: Eni ha spuntato un +0,15%, a quota 20,41 euro, nonostante l’affaire Unocal non sia andato a buon fine, e Saipem l’1,73% a 9,95 euro. Protagonista a sorpresa Banca Fideuram (+4,13% a 4,1850 euro), che ha spianato la strada alla controllata, SanPaolo Imi (+0,49% a quota 12,31 euro). C’è stato un cambio di poltrone inaspettato. Mario Greco ha presentato le dimissioni dalla carica di amministratore delegato di Ras per accettare un nuovo incarico all’esterno del gruppo. Al cda è stata proposta la nomina di Paolo Vagnone come nuovo amministratore delegato. Greco assumerà invece la carica di amministratore delegato di Aip, polo assicurativo del gruppo Sanpaolo Imi ed entrerà nel cda e nel comitato esecutivo di Banca Fideuram. Il guizzo di SanPaolo è stato circoscritto a Torino. Gli altri finanziari, ad eccezione di Capitalia (+0,71% a quota 4,20 euro), hanno tirato dritto in territorio negativo. Nonostante l’umore grigio del mercato, è una settimana cruciale per conoscere il destino di Bnl e di Antonveneta, le due banche cadute sotto le mire di due istituti stranieri, gli spagnoli di Bilbao e gli olandesi dell’Abn Amro. Domani è infatti previsto il tradizionale appuntamento del governo con le principali banche italiane. Sarà l’occasione per verificare la possibilità di contrapporre cordate italiane all’espansione degli stranieri. Finora da Banca Intesa, Unicredit, SanPaolo Imi e Capitalia non è venuto nessuno interesse a coalizzare forze da contrapporre a spagnoli e a olandesi. Sotto i riflettori anche la riorganizzazione a casa Tronchetti. Tim (-0,35% a quota 5,12 euro) ha ceduto la sua partecipazione dell’80,87% in Tim Hellas ai fondi gestiti da Apax Partners e Texas Pacific Group. La transazione determinerà una plusvalenza di circa 432 milioni di euro nel bilancio consolidato del gruppo Tim. Telecom (-0,45% a quota 2,90 euro) si è comprata invece Tin.it e Virgilio, sborsando 950 milioni di euro. L’operazione di razionalizzazione, auspicata dagli analisti finanziari, permetterà al gruppo di ricavare ulteriori sinergie. Anche se secondo alcuni analisti il valore a cui è avvenuta la transazione non sarebbe così vantaggiosa.