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Piazza Affari scivola ancora con banche e FCA, si salva Azimut

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Finale d’ottava senza verve per Piazza Affari che bissa i cali della vigilia. IL Ftse Mib ha ceduto l’1,03% a quota 20.484,39 punti allontanandosi dai massimi annui toccati ieri nell’intraday sopra quota 21 mila punti. Pesa ancora l’allarme sulla crescita dell’area euro dopo il taglio delle stime di ieri della Bce e oggi sono arrivate pessime indicazioni anche dalla Cina. Le esportazioni denominate in dollari sono crollate del 20,7% a febbraio, rispetto al -4,8% atteso dal consensus. Le importazioni sono scese del 5,2%, rispetto al -1,4% stimato. Indicazioni molto deboli anche dagli Usa con non farm payrolls di febbraio a solo +20mila, livello più basso degli ultimi 17 mesi.

In affanno soprattutto le banche con cali superiori al 2% per Bper, Banco BPM e Unicredit. Gli istituti di credito già ieri avevano reagito molto male alle nuove misure della Bce. Oltre al taglio delle stime economiche, l’atteso nuovo TLTRO III partirà da settembre 2019 rispetto al mese di giugno su cui diversi operatori puntavano. S&P ha rimarcato oggi come la nuova a guidance sui tassi (fermi a zero fino a fine anno) probabilmente ostacolerà la crescita dei ricavi delle banche che potrebbero trovarsi costrette a ridurre ulteriormente i costi per raggiungere gli obiettivi di utile.

Tra i peggiori di giornata spiccano poi FCA (-2,63%) e CNH (-2,38%).

Sul fronte opposto nuova seduta spumeggiante per Azimut (+3,21%) che ieri ha sorpreso il mercato con un maxi dividendo di 1,50 euro, pari a un payout del 141%. Il presidente Pietro Giuliani ha detto che punta a rispettare il target di utile per il 2019. Oggi gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno promosso il titolo a buy dal precedente hold con prezzo obiettivo a 16 euro.