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Piazza Affari sale ancora in attesa esito elezioni Usa, scatto di Azimut

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Piazza Affari in rialzo in attesa dell’esito dell’Election Day statunitense. Il Ftse Mib ha chiuso la seduta odierna sui massimi di giornata a quota 16.817 punti (+0,48%). Gli ultimi sondaggi prima dell’inizio delle votazioni odierne davano Hillary Clinton in confortante vantaggio su Donald Trump. Inoltre, i dati sull’affluenza negli stati dove si è già votato per corrispondenza (cosiddetto early voting, che interessa circa il 35% del totale degli elettori), segnalano un forte incremento dell’affluenza della popolazione ispanica, tipicamente non a favore di Trump.
Dal fronte macro delusione oggi dalla Germania, dove la produzione industriale ha registrato una brusca frenata segnando un calo dell’1,8% a settembre rispetto al mese precedente. Calo a sorpresa anche per la produzione industriale britannica.

Sul parterre di Piazza Affari nuovo strappo al rialzo per Banca Mps (+3,88% a 0,2678 euro) con il sostegno dell’arrivo dell’offerta da parte di Cerved per l’acquisto della piattaforma che gestisce i crediti deteriorati.
Fitti acquisti anche su Azimut (+7,30% a 15,28 euro) in scia al completamento della trasformazione da sim in sgr. Ieri infatti è arrivata la cancellazione da parte di Banca d’Italia del Gruppo Azimut dall’albo di SIM. Di conseguenza, come approvato dall’assemblea dei soci, il gruppo provvederà alla distribuzione di un dividendo straordinario di 1 euro per azione, pari a 133 milioni di euro, che verrà corrisposto con pagamento a partire dal 23 novembre 2016 (stacco cedola 21 novembre). Per effetto di tale cancellazione e conseguente uscita dalla CRD IV, il patrimonio di vigilanza si calcolerà solo su base individuale a livello delle SGR e della compagnia di assicurazione, con conseguente liberazione di gran parte del patrimonio, che sarà pienamente disponibile per creare valore per gli azionisti tramite acquisizioni, piani di buyback e adeguati dividendi nei prossimi anni.

Niente sponda dai conti trimestrali per Campari (-0,94%) che ha chiuso il periodo luglio-settembre con ricavi in aumento del 12,8% a 436,5 milioni di euro, circa 25 milioni in più rispetto alle stime. La crescita organica si è attestata al 6,1% mentre l’effetto cambio ha pesato per il 2,8%. Nei primi nove mesi dell’anno le vendite nette del Gruppo si sono attestate a 1.180,4 milioni, +3,1% rispetto a un anno prima. L’effetto del primo consolidamento di Grand Marnier è stato pari a 43,8 milioni sulle vendite e 10,5 milioni sull’Ebit rettificato, inclusi nella crescita esterna del Gruppo.