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Piazza Affari ritrova il segno più: in corsa Fca e Ferrari, nuovi minimi per Mps

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Parziale recupero dei mercati dopo il difficile inizio d’anno. Piazza Affari ha strappato il segno più (+1,20% a 20.983,24 punti) dopo una seduta altalenante scandita dalle mosse di Pechino che è intervenuta per sedare il sell-off sulla Borsa cinese e dai riscontri sotto le attese arrivati dall’inflazione europea. La banca centrale cinese ha sostenuto il mercato con una massiccia iniezione di liquidità sull’interbancario, mentre l’autorità di Borsa ha detto che sta valutando nuove regole per controllare le vendite di azioni da parte dei maggiori azionisti delle aziende quotate in vista della scadenza delle limitazioni delle vendite. Sul fronte macro l’inflazione dell’Eurozona si è attestata a +0,2% annuo a dicembre, in linea con il dato precedente, ma le attese erano per un aumento a +0,3%. Sotto le attese anche l’inflazione core che è scesa a sorpresa a +0,8% dal +0,9% precedente. Riscontri che sul valutario hanno innescato nuove vendite sull’euro.

Sul parterre milanese sono stati fitti gli acquisti sul titolo FCA (+2,64% a 8,365 euro) sostenuto dai riscontri arrivati da oltreoceano con vendite in crescita del 13% negli Usa a quota 217.527 unità, un record assoluto per il mese di dicembre. Buone indicazioni erano già arrivate ieri sera dall’Italia con un +27,1% delle immatricolazioni a dicembre facendo meglio rispetto al +18,65% del mercato. Oggi inoltre gli analisti di Credit Suisse hanno reiterato la view positiva su Fca con giudizio outperform e target price aggiornato a 13,6 euro a seguito dello scorporo di Ferrari (precedente target price includendo Ferrari era di 18,2 euro). Secondo il broker elvetico, che indica Fca come top pick per il settore auto, il consensus di mercato circa le prospettive di crescita degli utili del gruppo è eccessivamente conservativo. Più cauta Ubs (giudizio neutral, prezzo obiettivo a 9 euro) che stima un ebit del gruppo di 0,6 mld (12%) più basso quest’anno a seguito dell’uscita di Ferrari e un Eps di 0,23 euro (-17%).

Tonica Telecom Italia (+1,33% a 1,142 euro) che ha cavalcato il fermento sul fronte M&A nel settore tlc. Bouygues Telecom e Orange hanno confermato di aver avviato colloqui preliminari in vista di una possibile unione. Il comunicato di Bouygues precisa che non intende comunque uscire dal business tlc e i contatti sono volti ad esaminare le opportunità “per rinforzare la presenza di lungo termine nel comparto”. Il sito francese di Le Journal du Dimanche aveva anticipato un possibile accordo di confidenzialità firmato la vigilia di Natale che vedrebbe una valorizzazione di 10 miliardi di euro per Bouygues Telecom.
Molto bene Ferrari nel secondo giorno di quotazione a Milano con un progresso del 2,11% a 44,59 euro. Tra le note stonate di giornata c’è Mps (-2,74% a 1,137 euro) che ha aggiornato i minimi storici.

Fuori dal Ftse Mib da segnalare l’andamento di Ansaldo Sts (+0,31% a 9,83 euro) che resta al di sopra del prezzo dell’Opa obbligatoria di Hitachi sul 60% del capitale a 9,5 euro per azione. Ieri nel primo giorno dell’offerta una sola azione di Sts è stata consegnata con il mercato che attende che la Consob si pronunci sulla conferma o meno del prezzo di 9,50 euro per l’Opa dopo che i soci di minoranza Amber e Bluebell Partners hanno chiesto, attraverso una lettera alla stessa Consob, di alzare il prezzo d’Opa poiché non ritenuto congruo.