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Piazza Affari ritrova il segno più, rally di Fca e Stm. Tracollo di Creval (-19%)

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Dopo una seduta volatile Piazza Affari riesce in chiusura a strappare il segno più che mancava dal 2 novembre. Dopo un avvio in convinto rialzo con Ftse Mib in progresso di circa mezzo punto percentuale, l’indice Ftse Mib ha passato buona parte della seduta a cavallo della parità per poi chiudere a +0,22% a quota 22.206 punti. L’indice guida milanese era reduce da 9 sedute consecutive con segno meno.

Nuova giornata difficile per il settore bancario dopo la notizia delle difficoltà per Banca Carige che ha annunciato la mancanza delle condizioni per la costituzione del consorzio di garanzia relativo all’aumento di capitale da 560 milioni di euro che sarebbe dovuto partire nei prossimi giorni. A fine giornata flessioni di quasi il 3% per Banco Bpm e Bper. Peggio fa Credito Valtellinese (Creval) rimasto a lungo sospeso per eccesso di ribasso e che ha chiuso a -19%.
Tra le big del listino milanese sono tornate le vendite su Leonardo (-3,51%). Acquisti invece su Fca (+1,78% a 14,88 euro) con le immatricolazioni auto in Italia con il gruppo italo-americano che però ha fatto peggio del mercato con un aumento dell’1,5% delle vendite rispetto al +5,9% medio in Europa a ottobre.

Seduta positiva anche per Stmicroelectronics (+1,99%) su cui l’agenzia di rating Moody’s ha alzato il giudizio al gradino Baa3 dal precedente Ba1, con l’outlook che è passato da positivo a stabile. La promozione, ha spiegato Moody’s, è arrivata considerando la rapida traiettoria di crescita a doppia cifra dei ricavi avviata nel secondo trimestre 2016, che continuerà probabilmente fino al 2018.
Giornata negativa invece per Eni (-1,01%) complice ancora la debolezza del petrolio. Intanto le ultime indiscrezioni vedono il Tesoro in procinto di cedere una quota del 3,3% del gruppo del Cane a sei zampe a Cdp. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’operazione – insieme alla cessione del 50,37% di Enav – farebbe confluire nelle casse del Tesoro complessivamente 2,8 miliardi. Gli analisti di Equita Sim, che hanno rating buy su Eni, ritengono che la società sia sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di piano e migliorare la remunerazione per gli azionisti. “Se il prezzo del petrolio rimanesse stabilmente al di sopra di questo livello – aggiungono gli analisti della sim milanese – riteniamo che Eni possa attivare un programma di buyback, come già paventato da altre compagnie petrolifere in Europa, come BP e Repsol”.
Tra le mid cap spicca il balzo del titolo Juventus (+5,95%) sotto la spinta dei risultati del Manchester United che ha chiuso l’ultimo trimestre con ricavi in crescita del 17%.