1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

Piazza Affari rimbalza, Ftse Mib chiude con un progresso del 4,7%. Exploit del petrolio

QUOTAZIONI Banco Bpm
FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Piazza Affari ha chiuso in deciso rialzo mettendo fine a una settimana di estrema volatilità che ha visto l’indice Ftse Mib perdere circa 5 punti percentuali. Il paniere principale, che ha chiuso con un balzo del 4,70% a 16.514 punti, ha aumentato i guadagni nel finale in scia all’andamento di Wall Street e all’exploit del petrolio, con il Wti che sta evidenziando un progresso di oltre 10 punti percentuali. Exploit favorito dai nuovi rumors di una possibile apertura dell’Opec a valutare un taglio della produzione per sostenere la risalita dei prezzi. Il settore bancario è stato sostenuto anche dal recupero dei colossi europei, in primis Deutsche Bank che ha annunciato un buyback su bond in euro e dollari per 5,4 miliardi di dollari. Questa mattina, invece, alla Borsa di Tokyo l’indice Nikkei ha ceduto il 4,85% scivolando sotto 15.000 punti e chiudendo la peggior settimana dall’ottobre 2008.

Forti acquisti su Banco Popolare (+10,78% a 7,14 euro) e Bpm (+8,16% a 0,636 euro) con la fusione che sembra davvero vicina. L’Ad della banca veronese, Pier Francesco Saviotti, a mergine di un convegno ha dichiarato che gli istituti stanno lavorando per chiudere l’operazione aggiungendo di essere fiducioso per il weekend del 20-21 febbraio. Inoltre sia Saviotti sia Giuseppe Castagna, Ad di Bpm, hanno escluso il ricorso all’aumento di capitale per sostenere l’operazione. Brillante le performance anche di Unicredit (+13,32% a 3,266 euro) e Ubi Banca (+10,01% a 3,274 euro), mentre Mps ha lasciato sul parterre il 6,65% a 0,452 euro. L’Ad di Ubi, Victor Massiah, nella conference di presentazione ai conti ha dichiarato che “in questo momento un’aggregazione con Mps è esclusa, non ci sono le condizioni”.

Eni ha rialzato la testa mostrando un rimbalzo del 5,22% a 11,50 euro in scia all’exploit del petrolio. Ancora venduta Saipem (-2,42% a 0,31 euro): a conclusione dell’aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro, ieri la società di servizi petroliferi ha comunicato che sono state sottoscritte azioni pari all’87,8% del capitale, con quindi un inoptato del 12,2%.