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Piazza Affari rimbalza dopo il grande crollo, Ftse Mib chiude con un +3,3%

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Piazza Affari ha centrato il rimbalzo dopo il grande crollo del post Brexit. Venerdì il listino milanese ha registrato la peggiore performance della storia, mentre ieri ha lasciato sul parterre 4 punti percentuali. Ieri in tarda serata sono arrivate le prime inevitabili bocciature sul Regno Unito da parte delle più importanti agenzie di rating: Standard & Poor’s e Fitch hanno tolto la tripla A al debito britannico. La propensione al rischio si è rivista sui mercati finananziari penalizzando gli asset difensivi: emblematico l’andamento dell’oro che ha ritracciato fino in area 1.310 dollari l’oncia. Sul fronte macro il Pil Usa del primo trimestre è stato rivisto al rialzo all’1,1% dallo 0,8% della precedente rilevazione. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato il 3,30% a 15.601 punti.

Bene le banche dopo le ingenti perdite delle ultime due sedute: Popolare di Milano ha guadagnato il 5,61% a 0,372 euro, Banco Popolare l’1,83% a 2,22 euro, Intesa SanPaolo il 4,77% a 1,624 euro, Ubi Banca il 9,01% a 2,638 euro. Tonici i colossi pubblici dell’energia in scia al rimbalzo del petrolio, che viaggia in deciso rialzo per la prima volta dopo il referendum sulla Brexit che aveva innescato un sell-off sui prezzi del greggio. I timori di uno sciopero generale in Norvegia dei lavori del settore petrolifero e la debolezza del dollaro Usa hanno supportato la risalita odierna. E così sul listino milanese Eni ha guadagnato il 3,25% a 13,66 euro, mentre Enel è avanzata del 4,35% a 3,742 euro. Ben comprata Leonardo-Finmeccanica (+7,04% a 8,97 euro) dopo essere stata fortemente penalizzata nelle scorse sedute.

Su FCA (+1,49% a euro) si è abbattuta la scure di Mediobanca che ha ridotto il giudizio sul gruppo auto a neutral dal precedente outperfom perché FCA “probabilmente avrà un limitato re-rating nell’attuale clima di risk-off in scia ai timori del mercato sul debito elevato (4,8 miliardi di euro) e l’esposizione ciclica”. Sotto i riflettori Prysmian (+2,06% a 18,31 euro) che ha annunciato di essersi aggiudicata il progetto per la realizzazione del collegamento alla rete elettrica che alimenterà una centrale di RusHydro, una delle più importanti aziende russe operanti nel settore della generazione di energia, situata nell’estremo est del Paese. Infine Atlantia ha guadagnato il 4,54% a 21,89 euro dopo che gli analisti di Goldman Sachs hanno inserito il titolo nella loro “conviction buy list”.