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Piazza Affari rialza la testa, Ftse Mib chiude con un guadagno dell’1,5%

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Piazza Affari ha rialzato la testa dopo la caduta di ieri quando in una sola seduta sono andati in fumo 19 miliardi di euro. Il crollo è avvenuto dopo le parole di Mario Draghi che ha deluso il mercato non fornendo dettagli sull’ipotesi quantitative easing in salsa europea. Oggi la notizia principale è l’ottimo stato di salute del mercato del lavoro Usa, che avvicina l’ora del primo rialzo dei tassi da parte della Fed. A settembre sono stati creati 248 mila nuovi posti di lavoro mentre la disoccupazione si è attesta al 5,9%, per la prima volta sotto il 6% dal luglio del 2008. Dopo i dati il dollaro si è rafforzato ulteriormente: l’euro è scivolato sotto quota 1,26 nei confronti del biglietto verde aggiornando i minimi degli ultimi due anni. Flessioni sostenute per oro (sotto 1.200 dollari l’oncia) e petrolio Wti (sotto 90 dollari al barile). In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dell’1,53% a 20.200 punti.

Le banche hanno rialzato la testa dopo la debacle di ieri: Banco Popolare ha guadagnato l’1,62% a 11,25 euro, Montepaschi il 2,49% a 1,005 euro, Popolare di Milano il 2,42% a 0,634 euro, Intesa SanPaolo il 2,91% a 2,332 euro, Mediobanca il 2,33% a 6,795 euro, Ubi Banca il 3,42% a 6,485 euro, Unicredit il 2,41% a 6,145 euro. Anche Finmeccanica (+2,73% a 7,315 euro) si è ripresa in attesa di lunedì quando l’amministratore delegato, Mauro Moretti, illustrerà ai vertici il nuovo organigramma del gruppo. Bene STM (+2,16% a 6,13 euro) con le previsioni di Gartner secondo cui le vendite di semiconduttori a livello mondiale cresceranno quest’anno del 7,2% generando un giro d’affari di 338 miliardi di dollari. A sostenere la domanda di chip sarà l’introduzione di nuovi tablet e smartphone nei prossimi mesi in vista dello shopping natalizio. Fiat ha guadagnato l’1,70% a 7,445 euro dopo l’annuncio che la Fiat 500X sarà in vendita in Italia a partire da gennaio 2015.

WDF (-10,64% a 7,975 euro) è crollata all’indomani del Cda sulla governance che ha accettato le dimissioni dell’Ad Josè Maria Palencia predisponendo una struttura manageriale ad interim per la transizione. Durante la conference call con gli analisti, il management ha confermato la guidance per il 2014 ma di fatto, sostengono alcuni analisti, ha lanciato un profit warning che li ha portati a rivedere le loro stime.