Piazza Affari regina d'Europa

Inviato da Redazione il Gio, 31/03/2005 - 18:01
Piazza Affari regina d'Europa. La Borsa della City milanese non ha badato al
malumore di Wall Street e nel Vecchio Continente ha fatto meglio delle
consorelle europee. Il Mibtel ha tagliato il traguardo in rialzo dello 0,39% a quota 24.642 punti, seguito dall'S&P/Mib (+0,30%) a quota 32.302 punti. A Milano il settore bancario è stato ancora al centro dell'attenzione, intercettando anche numerosi ordini di acquisto dall'estero. Anche se è presto per dire che il mito della "Fortezza Koch" si stia sfaldando, c'è voglia di cambiamento all' ombra della Madunina. E così Capitalia, Banca Intesa, Mps, SanPaolo Imi hanno vissuto una seduta da protagoniste. Secondo quanto raccolto da Spystocks la partita su Bnl potrebbe andare a favore del Bbva. In terra basca non hanno problemi di cassa. Anche nel caso di rilancio, secondo alcuni analisti, i conti del Bbva non verrebbero scalfiti. Ago della bilancia potrebbe però essere Generali, spinta al ribasso oggi dal mercato. Se il Leone di Trieste infatti decidesse di non accettare l'offerta spagnola ridurrebbe significativamente le possibilità del Bbva di superare con sua Ops il 50% di azioni Bnl. Ipotesi che si realizzerebbe anche nel caso in cui Generali accettasse di vendere le sua partecipazione nella banca romana Unipol, che ha già deciso per la sua quota di non aderire all'iniziativa del gruppo basco. Così come ha già fatto il contropatto di minoranza e si
appresterebbero a fare Mps e la Banca vicentina. Poco mossa Antonveneta. La
posizione di Banca d'Italia verso l'iniziativa proveniente da Amsterdam
continua a sembrare però più distaccata di quella dell'Ops che arriva da
Madrid. Probabilmente perché ormai l'esito della partita è affidato alla
reazione degli attuali azionisti, degli imprenditori veneti e alle mosse sul
campo di un regista di fiducia di Fazio, il presidente dalla Popolare di
Lodi, Giampiero Fiorani. Defilata anche Unicredit, nonostante la
speculazione l'additasse come papabile preda della banca inglese, Barclays.
Cambiando settore, ha viaggiato con il vento in poppa Terna. Il titolo ha
beneficiato del collocamento lampo annunciato da Enel. Il colosso energetico
ha collocato presso investitori istituzionali il 14% del capitale di Terna.
La tempista è stata azzeccata. L'operazione ha infatti fruttato 568 milioni
di euro e una plusvalenza ricca, pari a 314 milioni di euro che andrà in
dote ai soci Enel. Seduta brillante anche per gli editoriali. Espresso in
testa, grazie alle attenzioni di un global. Secondo quanto raccolto da
Spystocks la società sarebbe infatti entrata nella lista delle top picks di
una prestigiosa casa d'affari. Tra le storie minori da segnalare Campari,
che ha brindato in Borsa al rafforzamento del mercato Usa.
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