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Piazza Affari: prese di beneficio e bollettino mensile della Bundesbank pesano sul comparto bancario -1

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La Borsa di Milano ha tirato il freno dopo sette sedute consecutive di rialzi. Piazza Affari ha indossato la maglia nera in Europa complici le prese di beneficio che si sono abbattute sul comparto bancario, che nelle ultime sedute aveva sfruttato la discesa dello spread ai minimi da due anni. Oggi la Bundesbank, nel suo bollettino mensile, ha fatto sapere che la Bce potrebbe alzare i tassi d’interesse qualora dovessero emergere pressioni inflazionistiche. Una dichiarazione che si scontra con le ultime parole del governatore Mario Draghi, che aveva assicurato tassi d’interesse ai minimi per un prolungato periodo di tempo. In assenza di spunti macro significativi, gli investitori aspettano con attenzione i verbali dell’ultima riunione della Fed, che verranno pubblicati mercoledì sera e che potrebbero contenere indicazioni sull’eventuale ridimensionamento del quantitative easing. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,46% a 17.243,25 punti.

Le prese di beneficio hanno colpito soprattutto i titoli del comparto bancario: Unicredit ha ceduto il 5,23% a 4,532 euro, Banco Popolare il 4,53% a 1,116 euro, Popolare di Milano il 4,61% a 0,4017 euro, Ubi Banca il 5,16% a 3,604 euro, Mediobanca il 3,96% a 5,21 euro, Intesa SanPaolo il 4,14% a 1,53 euro. Flessione frazionale invece per il Montepaschi che ha archiviato la seduta con una perdita dello 0,08% a 0,2348 euro. Il titolo della banca senese è stata protagonista di una giornata all’insegna del boom degli scambi: sono infatti passati di mano oltre 380 milioni di pezzi, ben oltre la media giornaliera dell’ultimo mese che è di circa 150 milioni di azioni scambiate. Mps, oltre che della discesa dello spread, ha beneficiato anche delle ipotesi che circolano in merito al nuovo assetto azionario dopo le recenti dichiarazioni del presidente Alessandro Profumo sulla diluizione al 10% della Fondazione Mps.