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Piazza Affari prende male le dimissioni annunciate da Monti, bene gli altri listini

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in deciso ribasso, affossata dalle vendite sostenute che hanno colpito il comparto bancario. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,20% a 15.354 punti. Le banche sono tornate ad essere il principale bersaglio delle vendite: Popolare di Milano ha ceduto il 5,61% a 0,386 euro, Monte dei Paschi il 5,85% a 0,193 euro, Banco Popolare il 5,69% a 1,077 euro, Unicredit il 5,15% a 3,46 euro, Intesa SanPaolo il 5,15% a 1,216 euro, Ubi Banca il 4,49% a 2,938 euro. Male anche gli altri titoli del comparto finanziario: Mediolanum ha lasciato sul parterre il 5,98% a 3,43 euro, mentre Generali ha perso il 3% a 12,60 euro. In deciso ribasso anche Telecom Italia (-3,26% a 0,683 euro) con il presidente Bernabè che è tornato a parlare dello scorporo della rete dopo il Cda di giovedì scorso. Stmicroelectronics ha invece svettato sul Ftse Mib con un balzo del 4,23% a 5,205 euro festeggiando la decisione di lasciare la joint venture St-Ericsson. Ben comprata Mediaset (+2,05% a 1,391 euro) in scia all’upgrade di Deutsche Bank.

Grazie a un miglioramento nella seconda parte gli altri listini europei sono riusciti a chiudere la prima seduta dell’ottava sopra la parità. A Londra il Ftse100 ha terminato in rialzo dello 0,12% a 5.921,63 punti, +0,17% per il Dax a 7.530,92 e +0,18% del Cac40 a 3.612,1 punti. Le tensioni legate alle dimissioni di Monti spingono al ribasso l’Ibex che ha chiuso in rosso di oltre mezzo punto percentuale (-0,56%) a 7.804,4.