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Piazza Affari prende male le dimissioni annunciate da Monti, banche ko. Balzo di STM

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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in deciso ribasso, affossata dalle vendite sostenute che hanno colpito il comparto bancario. Le banche hanno pagato la risalita dello spread in area 350 punti. Una reazione tutto sommato prevedibile dopo le dimissioni annunciate da Mario Monti sabato sera, dopo che il Pdl aveva di fatto tolto il sostegno al governo guidato dall’ex rettore della Bocconi. Ora l’obiettivo del premier è far approvare in tempi rapidi la Legge di Stabilità. Monti, nel tardo pomeriggio, ha dichiarato che la reazione dei mercati non va drammatizzata. Mentre la Germania, per bocca della portavoce del ministro Schaeuble, si aspetta che l’Italia porterà avanti i suoi impegni europei, in Spagna serpeggia il timore del cosiddetto “effetto contagio”. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,20% a 15.354 punti.

Le banche sono tornate ad essere il principale bersaglio delle vendite: Popolare di Milano ha ceduto il 5,61% a 0,386 euro, Monte dei Paschi il 5,85% a 0,193 euro, Banco Popolare il 5,69% a 1,077 euro, Unicredit il 5,15% a 3,46 euro, Intesa SanPaolo il 5,15% a 1,216 euro, Ubi Banca il 4,49% a 2,938 euro. Male anche gli altri titoli del comparto finanziario: Mediolanum ha lasciato sul parterre il 5,98% a 3,43 euro, mentre Generali ha perso il 3% a 12,60 euro. In deciso ribasso anche Telecom Italia (-3,26% a 0,683 euro) con il presidente Bernabè che è tornato a parlare dello scorporo della rete dopo il Cda di giovedì scorso. Stmicroelectronics ha invece svettato sul Ftse Mib con un balzo del 4,23% a 5,205 euro festeggiando la decisione di lasciare la joint venture St-Ericsson. Ben comprata Mediaset (+2,05% a 1,391 euro) in scia all’upgrade di Deutsche Bank.