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Piazza Affari positiva: riflettori accesi su Renzi e Moody’s. Tonfo di Ansaldo STS

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Piazza Affari apre l’ultima seduta della settimana in territorio positivo, nel giorno in cui Enrico Letta salirà al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni da presidente del Consiglio dopo la sfiducia votata dalla Direzione del Partito Democratico. A sostituirlo con ogni probabilità sarà Matteo Renzi, attuale segretario del Pd, che ha assicurato una vita del nuovo esecutivo fino al 2018. Attenzione anche a questa sera quando a mercati chiusi Moody’s renderà noto il suo aggiornamento sul rating dell’Italia. Al momento il giudizio sul Belpaese da parte dell’agenzia internazionale è Baa2 con outlook negativo. Nel frattempo si mantiene stabile lo spread Btp-Bund. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta in area a 204 punti base, con il rendimento del Btp decennale è al 3,70%.

Luci su Finmeccanica e Ansaldo STS
Dal paniere principale riflettori accesi su Finmeccanica e Ansaldo STS, protagonisti di opposte performance. Il gruppo della Difesa brilla con un progresso del 3,26% a 7,135 euro mentre la sua controllata mostra un tonfo del 3,73% a 8 euro. A muovere i due titoli sono alcune indiscrezioni apparse questa mattina su La Repubblica che danno come imminente il passaggio sotto l’ala di Cassa depositi e prestiti del polo dei trasporti, e quindi di Ansaldo STS e AnsaldoBreda. La mossa, dicono da Equita (che ha azzerato il peso di Ansaldo nel suo portafoglio principale) allontanerebbe lo scenario speculativo, ossia un’Opa sull’intero capitale ad un valore intorno a 9,4 euro.

Eni nel dopo-piano
Positiva Eni (+0,12% a 17 euro) all’indomani dei risultati dell’esercizio 2013 e della presentazione a Londra del piano strategico 2014-2017. Il Cane a sei zampe ha fatto sapere che la produzione crescerà di circa il 3% all’anno nel quadriennio del piano e del 4% all’anno dal 2017 al 2023. Gli investimenti saranno 54 miliardi di euro nei prossimi 4 anni con una riduzione del 5% rispetto al precedente piano e le dismissioni ammonteranno ad un valore di 9 miliardi. Questa mattina gli analisti di Macquarie hanno deciso di abbassare il target price del 13% a 17,4 euro, confermando il rating neutral. Altra decisione per Societe Generale che ha aumentato il target price a 17 euro dal precedente 16 euro con giudizio hold.

Guerra di Luxottica verso la politica
Su Luxottica (-0,89% a 19,10 euro) pesano le voci su un possibile passaggio in politica come ministro del governo Renzi, dell’amministratore delegato, Andrea Guerra. Tonico il Banco Popolare (+1,90% a 1,446 euro) su cui Bofa Merrill Lynch ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo a 1,5 euro con la raccomandazione mantenuta a buy. Bene Intesa Sanpaolo che guadagna lo 0,47% a 2,142 euro dopo che BofA Merrill Lynch ha alzato il target price a 2,4 euro dal precedente 2,3 euro con rating buy.