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Piazza Affari positiva, in evidenza Finmeccanica

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Si apre bene la settimana a Piazza Affari. Gli indici della city milanese
hanno tagliato il traguardo in territorio positivo. Anche se la seduta è
andata in calando. L’S&P/Mib ha, infatti, chiuso in crescita dello 0,28% a
quota 31.833 punti, mentre il Mib30 ha segnato un rialzo dello 0,22% a quota
24.381 euro. La debole performance di Wall Street non ha influenzato la
rotta del paniere all’ombra della Madunina. Anzi. A sostenere il listino i
titoli petroliferi, che hanno approfittato nelle nuove fiammate del
petrolio. Tra i nomi del comparto in primo piano Eni (+1,96% a quota 19,70
euro), grazie ai dati di bilancio. Numeri buoni con annesso dividendo sopra
le attese del mercato hanno commentato gli analisti interpellati da
Spystocks. Anche una tripletta speciale composta da Banca Antonveneta
(+1,97% a quota 22,21 euro), Mediaset (+1,17% a quota 10,64 euro), prossima
a proporre un generoso dividendo e Finmeccanica (+2,42% a 0,7760 euro) ha
dato buona prova di sé. Quest’ultima, stando alle dichiarazioni del
condirettore generale, Remo Pertica, starebbe lavorando a un’alleanza
nell’elettronica per la difesa con i francesi di Thales. Anche se esiste una
certa sovrapposizione di business fra le due aziende. Secondo Pertica, la
definizione degli accordi nel settore con Bae Systems sono da considerare un
punto di partenza ed una maggiore chiarezza sulle alleanze in campo europeo
la si avrà entro il 2005. Ha stonato invece Fiat (-2,72% a 5,655 euro) nel
giorno della trimestrale. Colpa di una guidance che lascia molto pensare.
L’impatto dei prezzi delle materie e dell’acciaio è stata la patata bollente
della casa torinese. Tanto che Sergio Marchionne&Co per risalire la china
hanno ventilato che trasferiranno eventuali rincari sul consumatore finale.
Tra le piccole storie del listino Astaldi (+3,84% a 4,63 euro). La società è
stata impegnata oggi in un cda per esaminare il dossier Impregilo “per
assumere le relative determinazioni. Secondo alcune indiscrezioni Astaldi
sarebbe pronta ad investire 150-200 milioni per varare l’integrazione che
assegnerebbe all’attuale numero uno della società, Vittorio Di Paola, il
ruolo di amministratore delegato a Piergiorgio Romiti quella di presidente.