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Piazza Affari poco mossa non risente del downgrade di Standard & Poor’s, rendimento Btp al 2%

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Piazza Affari non sente più di tanto la bocciatura di Standard & Poor’s arrivata venerdì sera a mercati chiusi. Complice il clima festivo e i volumi contenuti, l’indice Ftse Mib dopo un avvio negativo ha azzerato le perdite ed ora si muove sulla parità a 20.080 punti. L’agenzia statunitense ha tagliato il rating dell’Italia da tripla B a BBB-, l’ultimo livello dell’investment grade. Si tratta del quinto downgrade in otto anni. S&P ha invece alzato l’outlook del Belpaese a “stabile” poiché ci si attende “che il Governo implementi gradualmente riforme di bilancio e strutturali” capaci di spingere la crescita economica.

Secondo Standard & Poor’s il flebile incremento del Pil andrà a minare la dinamica del debito, atteso alla fine del 2017 a 2.256 miliardi di euro, 80 miliardi in più rispetto alla stima precedente. L’agenzia di rating ha tagliato anche le previsioni di crescita del Belpaese. “Abbiamo rivisto – si legge in una nota targata S&P – la nostra stima media sulla crescita, reale e nominale, del Pil per il periodo 2014-2017 allo 0,5 e all’1,2%, dall’1 e dall’1,9% precedente”.

Sul secondario lo spread Btp-Bund si attesta a 122 punti base e il rendimento del bond decennale italiano è pari al 2%, sopra ai minimi storici toccati venerdì all’1,95 per cento. Questa mattina a Tokyo l’indice Nikkei ha superato per la prima volta la soglia dei 18.000 punti per la prima volta in sette anni. Il Pil giapponese nel terzo trimestre ha subito una contrazione dello 0,5%, leggermente inferiore alla prima stima che era pari a meno 0,4 per cento.