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Piazza Affari: pesano timori per crisi di Governo, vendite su Mediaset e banche. Spread sopra 245 punti base

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Piazza Affari amplia le perdite e indossa la maglia nera tra le principali Borse del Vecchio Continente. Con la City londinese chiusa per festività e senza spunti macro significativi, a pesare sull’andamento della Borsa milanese sono i timori di una crisi di Governo, amplificati dopo un weekend tesissimo tra i due principali partiti della maggioranza che sostiene il governo Letta. La sorte dell’esecutivo di larghe intese sembra sempre più legata alla questione della decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, con la Giunta per le immunità che si riunirà il prossimo 9 settembre, oltre che al nodo Imu, che sarà affrontato nel Consiglio dei Ministri in calendario mercoledì.

A Milano l’indice Ftse Mib, dopo un inizio debole in area 17.300 punti, ha accelerato al ribasso toccando un minimo intraday sotto la soglia dei 17.000 punti. Ora il paniere guida di Piazza Affari cede quasi 2 punti percentuali a 17.020 punti affossato soprattutto dalle vendite che stanno colpendo i titoli bancari: Bper cede il 3,30% a 5,385 euro, Banco Popolare il 3,20% a 1,077 euro, Unicredit il 3,10% a 4,434 euro, Mps il 3% a 0,221 euro, Intesa SanPaolo il 2,70% a 1,522 euro.

La maglia nera sul Ftse Mib è però indossata da Mediaset, che lascia sul parterre circa 5 punti percentuali a 3,19 euro. Sul secondario lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco si attesta sopra quota 245 punti base, in rialzo rispetto ai circa 240 punti base di inizio seduta. Nella settimana di Ferragosto lo spread era sceso ai minimi degli ultimi due anni sotto quota 230 punti base.