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Piazza Affari perde quota nonostante schiarita su Npl, exploit di Bper

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Nuova seduta difficile per Piazza Affari a cui non è bastato il recupero dei titoli bancari che ieri erano stati sotto l’occhio del ciclone. In chiusura l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,83% a quota 22.641 punti. Sul fronte bancario sono emersi toni più concilianti sugli NPL da parte di Daniele Nouy. In un’audizione al Parlamento europeo, a seguito delle critiche arrivate dall’Italia sulle proposte sugli accantonamenti contenute nell’addendum della Banca centrale, capo della Vigilanza bancaria presso la Bce ha affermato che le regole sui crediti deteriorati potrebbero essere rimandate e migliorate. Intanto dalla Commissione Ue è arrivata la revisione al rialzo delle stime sull’Italia e ora vede il Pil attestarsi a +1,5% dal +0,9% stimato a maggio. Nel 2018 atteso un progresso dell’1,3% dal +0,9% indicato in precedenza.

Tra i bancari spicca l’exploit di Bper (+9,92% a 4,276 euro) sostenuta anche dall’intenzione dell’istituto emiliano di raggiungere entro il 2020 un Npe ratio lordo del 13,5% dal 20,5% atteso a fine anno senza ricorrere al mercato con una operazione di aumento di capitale. Era stata soprattutto questa prospettiva, dopo l’aumento da 700 mln annunciato da Creval, ad affossare ieri le quotazioni di Bper e di Banco Bpm. Anche quest’ultima si è mossa in recupero chiudendo a +4,22%.

Spunto rialzista anche per Unicredit (+1,47% a 16,59 euro) che ha confermato i dati preliminari con utile netto adjusted a 838 mln (+87,4% a/a). La banca di piazza Gae Aulenti ha reiterato i target al 2019 e il ritorno al dividendo in contanti relativo all’esercizio 2017, in pagamento nel 2018. Relativamente al possibile arrivo dell’addendum Bce sui futuri Npl, il ceo Jean Pierre Mustier ritiene che l’impatto di tale misura sarà “pienamente gestibile”.

Giovedì da dimenticare invece per Yoox Net-A-Porter (YNAP), scivolata indietro di quasi il 10%, complice il rallentamento della crescita delle vendite in Usa e Cina, reso noto dal retailer di lusso online. Rallentamento che porterà la crescita delle vendite organiche su base netta ad attestarsi nella parte bassa del range previsto per quest’anno dalla società, compreso tra +17% e +20%.