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Piazza Affari perde oltre il 3%, giù banche e costruzioni

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Seduta in profondo rosso per la Borsa di Milano che ha pagato le perenni incertezze sul salvataggio della Grecia. Il ministro delle Finanze ellenico, George Papaconstantinou, ha ammesso che il Paese non è più in grado di finanziarsi sui mercati. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali greci e tedeschi ha segnato un nuovo valore record da inizio 1998 a 700 punti base. I timori per il fatto che la Germania possa rallentare la concessione del prestito di 45 miliardi di euro, vitale per rinnovare il debito in scadenza, lasciano pensare ai trader che il premio richiesto per comprare titoli greci possa salire ancora. A dare il colpo di grazia ai mercati ci ha pensato S&P che ha annunciato di aver tagliato il rating del Portogallo per rinnovati timori sul debito. E così a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto il 3,28% a 22.036 punti, l’All Share il 3,10% a quota 22.602.

Tra le blue chip, dopo il balzo di ieri, hanno incassato forti realizzi i gruppi di costruzione: Buzzi ha perso il 4,95% a 10,94 euro, Italcementi il 5,14% a 8,76 euro. Le due società sono anche finite sotto la lente della casa d’investimento Jefferies, che ha assegnato loro giudizio di underperform (Buzzi) e hold (Italcementi). In profondo rosso anche il comparto bancario con Intesa SanPaolo che ha ceduto il 5,66% a 2,54 euro. Male Mps (-3,77% a 1,099 euro), Unicredit (-4,40% a 2,06 euro), Popolare Milano (-4,47% a 4,32 euro), Banco Popolare (-3,07% a 4,97 euro) e Ubi Banca (-3,69% a 9,66 euro).