Piazza Affari peggiore d'Europa, spread in rialzo. Citi: con escalation crisi Italia ha bisogno di aiuti

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 11/06/2012 - 14:59

E se dopo Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna fosse il turno dell'Italia? E' questa la domanda che serpeggia nelle sale operative ed è questo il dubbio che ha fatto girare in negativo Piazza Affari, complice la repentina risalita dello spread. L'avvio di seduta era stato davvero promettente, con le banche tricolori a guidare il Ftse Mib (arrivato fino a 13.778 punti) e il differenziale tra il Btp decennale e il Bund tedesco sceso sotto i 420 punti base. E' bastata qualche ora per capovolgere completamente la situazione: banche in rosso sul paniere principale di Milano (Intesa e Unicredit cedono circa il 2%) e spread sopra 460 punti base con il rendimento del bond decennale italiano a sfiorare il 6 per cento.
 
A raffreddare gli entusiasmi per il piano Ue da 100 miliardi di euro a favore delle banche spagnole è arrivata in mattinata la notizia che Angela Merkel appoggerà fortemente l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax. Le parole di Steffen Seibert, portavoce della cancelliera, sono una risposta ad un articolo pubblicato nel fine settimana dal "Der Spiegel", che spiegava che la Merkel non è intenzionata ad appoggiare questa tassa. Secondo Seibert, la leader tedesca solleverà la questione durante il vertice del prossimo 22 giugno, a cui prenderanno parte Germania, Francia, Italia e Spagna.

A peggiorare l'umore di Piazza Affari, dove il Ftse Mib cede lo 0,25% a 13.420 punti registrando la peggiore performance tra le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente, anche un report di Citigroup. Gli analisti della banca Usa si concentrano proprio sull'Italia e le loro previsioni sono tutt'altro che positive. "Una significativa accelerazione nei rendimenti dei titoli di Stato potrebbe estendere la recessione ed aumentare il rapporto tra il debito e il Pil", scrivono gli esperti di Citi nella nota odierna. Con una rapida escalation della crisi, "noi crediamo che l'Italia ad un certo punto abbia bisogno probabilmente di aiuti esterni".

L'analisi di Citi non si ferma: "ci aspettiamo che il Governo non riesca a raggiungere i target di deficit prefissati ed anche in assenza di ulteriori shock sui rendimenti, il debito del Paese rispetto al Pil è visto aumentare significativamente nei prossimi anni". Secondo il broker americano, viste le deboli prospettive dell'economia italiana "il Paese rimane suscettibile alle oscillazioni dei rendimenti e con un aggravarsi delle tensioni sui mercati finanziari l'Italia chiederà con molte probabilità qualche forma di intervento da parte di Bce, EFSF/ESM e Fondo monetario internazionale".

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