Piazza Affari paga deterioramento crisi Ucraina, Unicredit la più esposta

Inviato da Titta Ferraro il Lun, 03/03/2014 - 10:51
Incipit di ottava difficile per Piazza Affari che è arrivata a cedere in avvio oltre i due punti percentuali in scia al deterioramento della crisi Ucraina con l'occupazione della Crimea da parte dei militari russi.
L'indice Ftse Mib, dopo aver toccato un minimo a 19.995 punti, ha recuperato in parte le perdite e alle 10.38 cede l'1,40% a quota 20.156 punti. Spread Btp/Bund in moderato aumento a quota 191 punti base. 

Avvio di ottava difficile per Unicredit che cede oltre il 3% a Piazza Affari complice proprio la sua esposizione alla crisi Ucraina dove è presente con la controllata Ukrsotsbank. Il titolo del gruppo di Piazza Cordusio alle  cede il 3,04% a quota 5,59 euro. A fine settembre 2013 l'esposizione all'Ucraina attraverso la propria controllata era di 2,3 miliardi di euro. 

In affanno anche l'altra big bancaria di Piazza Affari, Intesa Sanpaolo (-1,78% a 2,206 euro) che è in presente in Ucraina con Pravex-Bank. Lo scorso 23 gennaio il gruppo guidato da Carlo Messina aveva firmato un accordo per la cessione del 100% del capitale della controllata ucraina a CentraGas Holding Gmbh per un corrispettivo di 74 milioni di euro. Il perfezionamento dell'operazione è subordinato all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni ed era previsto entro metà anno. 

In controtendenza Banco Popolare (+3,3%) e Bpm
Tra i bancari si muovono invece in territorio positivo Banco Popolare (+3,32%) e Bpm (+0,96%). Sabato l'assemblea dei soci di Banco Popolare ha approvato a grande maggioranza l'operazione di aumento di capitale fino a 1,5 miliardi di euro, mediante emissione di azioni ordinarie da offrire a pagamento in opzione agli azionisti, e il raggruppamento delle azioni ordinarie Banco Popolare nel rapporto di 1 nuova azione ogni 10 azioni ordinarie esistenti.

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