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Piazza Affari paga debolezza di Enel e Telecom. Buoni riscontri da indice Pmi

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Primi scorci della nuova ottava in affanno per Piazza Affari che viaggia in negativo dopo la prima ora e mezza di contrattazioni. L’indice Ftse Mib segna un calo dello 0,69% a quota 18.900 punti dopo essere arrivato a cedere oltre l’1% nella prima ora di contrattazioni risultando la peggiore Borsa europea insieme all’Ibex spagnolo complice la debolezza del settore energetico a seguito del ritiro a sorpresa di finanziamenti al settore per 3,6 mld da parte del governo iberico. Il aprziale recupero è coinciso con le buone indicazioni arrivate dall’indice Pmi manifatturiero italiano salito a novembre ai massimi dal maggio 2011.

La settimana appena iniziata vede in primo piano l’appuntamento di giovedì con il meeting Bce. Prevista una conferma dell’attuale politica monetaria dopo il taglio dei tassi di inizio novembre al nuovo minimo storico dello 0,25%. da monitorare le parole di Mario Draghi, in merito a possibili ulteriori mosse di stimolo monetario. Secondo gli analisti di Credit Suisse, sarà importante in particolare conoscere le nuove stime sull’inflazione che verranno aggiornate proprio in questa occasione.

Enel azzoppata da notizie sul fronte spagnolo, giù anche Telecom
Tra le big di Piazza Affari spicca la debolezza pronunciata di Enel che cede circa 3 punti percentuali. A penalizzare il gruppo energetico guidato da Fulvio Conti le notizie provenienti dalla Spagna dove è presente con la controllata Endesa. A sorpresa il ministero delle Finanze iberico con un emendamento ha annullato 3,6 miliardi di euro complessivi di finanziamenti legati al settore elettrico.

In calo di oltre l’1% invece Telecom Italia che ha definito “illazioni destituite di fondamento” le voci circa una possibile cessione delle quote detenute in Tim Brasil.

Indice Pmi manifatturiero ai massimi a due anni e mezzo
Buone le indicazioni arrivate oggi sul fronte economico con il salto in avanti dell’indice Pmi manifatturiero italiano di novembre. L’indice elaborato da Markit si è attestato a 51,4 punti dai 50,7 di ottobre. Si tratta del livello più alto dal maggio 2011. Il consensus era fermo a 50,9. L’indagine di novembre ha mostrato un forte
aumento del livello della produzione presso le imprese manifatturiere, registrando il sesto mese consecutivo di espansione. Anche se leggermente, le forti crescite della produzione e dei nuovi ordini hanno provocato il primo aumento dei livelli occupazionali in due anni e mezzo.

“Gli ultimi dati Pmi hanno mostrato l’ennesima, sebbene non particolarmente marcata, crescita del settore manifatturiero italiano – commenta Phil Smith, economista di Markit ed autore del report Markit/ADACI PMI Settore Manifatturiero in Italia – ancora una volta crescono notevolmente i livelli di produzione ma la tendenza dei nuovi ordini rimane su una debole crescita a causa della scarsa domanda nazionale. La domanda estera è cresciuta di gran lunga più velocemente rispetto agli ordini generali, e solo il tanto atteso ritorno alla crescita dei livelli occupazionali potrebbe essere la soluzione alla debole domanda interna”.