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Piazza Affari paga debolezza delle banche, giornata no anche per Stm e Poste Italiane

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Giornata negativa per Piazza Affari che ha chiuso sui minimi di seduta complice il ritorno di timori di una prima stretta Fed già a dicembre. Sostanzialmente in linea con le attese il Pil statunitense (+1,5% annualizzato nel terzo trimestre rispetto al +1,6% atteso). In Europa inoltre il settore bancario ha pagato i deboli numeri trimestrali di Deutsche Bank. In tale contesto il Ftse Mib ha chiuso in flessione dell’1,07% a 22.442 punti.
Sugli scudi oggi Telecom Italia (+8,7% a 1,261 euro) dopo aver toccato nell’intraday un +11% a 1,294 euro (massimi dal 2008). Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’imprenditore transalpino Xavier Niel ha acquistato una partecipazione di minoranza della tlc italiana. L’ad di Telecom Italia, Marco Patuano, ha dichiarato che non crede ci sia un legame tra Niel e Vivendi. Quest’ultima possiede già circa il 20% dell’operatore italiano della telefonia.
Giornata buia per tutto il settore auto penalizzato dai deboli riscontri arrivati dalla trimestrale della tedesca Deutsche Bank. Tra i peggiori spiccano i cali di circa il 4% di Banco Popolare, Ubi Banca e Bper.
Giovedì da dimenticare per STmicroelectronics che ha ceduto il 4,75% dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre 2015, ma soprattutto per le deboli previsioni in termini di ricavi per il trimestre in corso.
Reazione contenuta ai conti invece per Eni (-1,18%). Il colosso petrolifero ha chiuso il terzo trimestre con una perdita pari a 952 milioni di euro rispetto all’utile di 1,714 miliardi registrato nell’analogo periodo nel 2014, mentre la perdita netta adjusted (al netto delle poste straordinarie) esclusa Saipem è stata pari a 289 milioni, dato che si confronta con un utile netto rettificato di 1,13 miliardi di un anno prima.
Infine da segnalare un’altra seduta in negativa per la matricola Poste Italiane scesa sotto la soglia dei 6,5 euro con un calo giornaliero del 4,33%.