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Piazza Affari non guarda le no farm payrolls, FonSai vola tra speculazione e upgrade -2-

QUOTAZIONI Azimut
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Azimut è scivolata sul fondo del listino con un ribasso dell’1,97% a 7,22 euro in scia al downgrade da parte di Banca Akros. Gli esperti hanno tagliato il giudizio su Azimut a hold da accumulate, limando il target price a 8 da 9,5 euro, citando le preoccupazioni per le nuove regole fiscali sulle controllate estere del gruppo. Il Banco Popolare ha ceduto l’1,46% a 4,38 euro: per il biennio 2010-2011, secondo indiscrezioni di stampa, il Banco Popolare avrebbe in cantiere una riduzione netta di 800 risorse, circa il 4% del totale, di cui 300 da realizzare entro la fine dell’anno. Contrastato il resto del comparto bancario: Ubi Banca ha ceduto lo 0,20% a 7,38 euro, Monte dei Paschi lo 0,29% a 1,02 euro, mentre Popolare di Milano ha chiuso piatta a 3,56 euro. In controtendenza Unicerdit (+0,81% a 1,87 euro) e Intesa SanPaolo (+0,10% a 2,44 euro).

Cir ha archiviato la seduta con un rialzo dell’1,97% a 1,55 euro. Il titolo della holding della famiglia De Benedetti era partita in testa al listino sulla scia delle indiscrezioni relative al possibile ingresso di un socio nella controllata Sorgenia. La smentita di Cir ha sgonfiato parzialmente l’entusiasmo di inizio giornata. Saipem (+0,52% a 31,15 euro) ha sfruttato le indicazioni degli analisti di Societe Generale. Il broker francese ha alzato questa mattina il giudizio sui titoli del settore dei servizi petroliferi europei a “overweight”. Entrando nel particolare, la banca ha alzato il target price sul titolo Saipem a 37 euro da 34 con un giudizio buy, inserendolo nella sua premium list.