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Piazza Affari: monitor sui settori, banche e automotive hanno i numeri per correre ancora

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Il risveglio della volatilità sui mercati ha messo sotto pressione anche Piazza Affari che mantiene comunque un saldo positivo da inizio anno. Il forte rialzo delle stime e il contemporaneo forte calo dell’indice ha portato diversi settori del Ftse Italia All Share a tornare a sconto sul P/E 2018.

Dopo un inizio d’anno col botto con tutte le principali piazze internazionali al rialzo, la situazione è cambiata velocemente e i mercati hanno registrato cali piuttosto marcati, spesso perdendo più di quanto guadagnato. Solo in queste ultime sedute il mercato sta tentano il rimbalzo anche se il quadro rimane ancora debole.

Fonte: Bloomberg; nel grafico Ftse Mib, Dax e S&P500

La causa del crollo è stato il timore di una corsa dell’inflazione USA con, di conseguenza, il mercato che ha scontato ulteriori politiche monetarie restrittive da parte della FED. Cosa che, in un contesto di rendimenti governativi già in corsa, potrebbe farli crescere più velocemente, avviando una fase di passaggio di capitali dal comparto azionario a quello obbligazionario.

 

I fondamentali rimangono comunque buoni a livello globale e questo vale anche per l’Italia. Basti pensare che gli analisti tra fine 2017 e gennaio 2018 hanno alzato le stime sull’EPS 2018 del FTSE Mib del 10%, giustificando così gli acquisti verificatisi ad inizio anno (vedi grafico sotto).

Fonte: Bloomberg;

A questo punto è interessante fare un’overview sui diversi settori italiani mostrando quali di questi sono tornati a sconto sulla mediana storica del P/E. Per questo pubblichiamo una tabella con performance, market cap, oltre ché P/E 2018 e mediana storica a 10 anni dello stesso ratio. Come si può notare il combinato composto del rialzo delle stime e crollo dei prezzi ha portato molti settori a tornare a sconto sulla mediana storica.

Ci soffermeremo ora su 4 di questi comparti, tra i maggiori per peso sul FTSE Italia All Share: Ftse Banche, Utilities, Automotive e Oil&gas. In particolare banche e automotive sono stati tra i migliori settori di Piazza Affari YTD, mentre utilities e oil&gas hanno sottoperformato. Di seguito un’analisi settoriale per spiegare le ragioni di tali performance.

 

Utility: forte correlazione inversa all’andamento dei governativi

Se c’è un settore che viene penalizzato da un incremento dei rendimenti dei governativi, questo è quello delle utility. Un settore che ha una forte correlazione inversa tra performance borsistiche e andamento dei tassi di interesse e dunque rendimenti dei governativi long term. Una dinamica legata alla struttura di queste società che tendenzialmente hanno indebitamento finanziario netto molto alto. Dunque un incremento dei rendimenti comporta un incremento del costo del debito (KD) di queste società, con impatto negativo in termini di utili. Inoltre essendo società a beta basso, il rialzo dei tassi pesa anche di più sul costo dell’equity (KE), per ragioni matematiche. Dunque un aumento di KD e KE schiaccia le valutazioni degli analisti e ne abbassa il target price. Quanto detto trova riscontro veloce e pratico sul grafico.

Grafico andamento FTSE Italia Utilities vs rendimenti 10y ita a 1 anno

Come si evince dal grafico la performance relativa tra utility e governativi mostra che durante il 2017 il settore ha beneficiato del calo dei rendimenti governativi. Situazione cambiata velocemente a metà dicembre quando gli stessi sono schizzati verso l’alto. La rottura a febbraio della trend line rialzista di lungo periodo (grafico viola) e il delinearsi di una chiara trend line ribassista comunica infatti un chiaro segnale di sentiment avverso.

 

Banche: margini d’interesse favoriti dal rialzo dei tassi

Situazione opposta invece per le banche. Un rialzo dei tassi in fase di crescita economica infatti aiuta le banche in termini di margine d’interesse e dunque di top line di conto economico. Questo perché lo spread tra i tassi attivi, applicati sui finanziamenti concessi alla clientela (impieghi), e quelli passivi corrisposti sulla raccolta si allarga a favore dei ricavi delle banche.

Grafico settore banche vs utility a 1 anno

Come si evince dal grafico, mentre nel corso del 2017 le utility hanno sovraperformato il comparto bancario (grazie al calo dei rendimenti), proprio da dicembre è partita la fase di rotazione del portafoglio dei gestori a favore delle banche, con una sottoperformance notevole delle utility. Nello stesso periodo infatti i rendimenti dei governativi sono schizzati al rialzo.

 

Oil&Gas: molto dipenderà dalla profondità della correzione del brent

Il settore petrolifero italiano ha visto una fase di rialzo nell’ultima parte del 2017, grazie al forte apprezzamento del petrolio. Il future del Brent infatti è arrivato a 70 dollari in volata a gennaio 2018. Il comparto infatti si comporta come una proxy del petrolio. La sottoperformance da inizio anno dei titoli del comparto sul Ftse Italia All Share infatti si deve al forte calo del petrolio nello stesso periodo.

 

Se da una parte la produzione americana ha raggiunto i massimi storici, le difficoltà di alcuni Paesi Opec e in generale l’estensione dei tagli alla produzione dei Paesi del cartello insieme all’incremento della domanda, dovrebbe mantenere un buon bilanciamento di questo mercato. Favorendo così prezzi medi del brent poco sotto i 65 dollari. Prezzi comunque che permettono il break-even alle società di estrazione. Se non ci dovessero essere sorprese da parte dell’Opec dunque lo scenario per questi titoli rimane positivo, anche se sul breve la volatilità e il calo delle quotazioni del petrolio potrebbe vedere ulteriori prese di profitto sul settore.

Grafico Ftse Oil&gas vs Ftse All Share a 1 anno con grafico confronto

Automotive e componentistica: una performance tutta italiana

Il forte rialzo del settore sia lo scorso anno sia in questa prima parte del 2018 non è legato tanto a ragioni settoriali, ma soprattutto company specific. Infatti il settore europeo non ha segnato performance particolarmente rilevanti (+14,4% del settore europeo vs +60,7% di quello italiano). Dunque la sovraperformance del settore è da attribuire più che altro a FCA e Ferrari. La prima ha dimostrato che i target 2018 sono raggiungibili, compreso quello relativo alla posizione finanziaria netta positiva per 4-5 miliardi, a cui nessun analista credeva. E infatti nell’ultimo periodo si è assistito ad un incremento delle stime sulla società. Ferrari ha continuato ad archiviare trimestri brillanti e il 2017 è stato da record e sopra le attese degli analisti.

Grafico Ftse Automotive vs Eurostoxx Automotive 1y