Piazza Affari migliore d'Europa: bene Intesa dopo i conti, vendite su Unicredit. Vola Mediaset

Inviato da Alberto Bolis il Lun, 06/08/2012 - 14:06
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: MEDIASET
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Un inizio stentato poi l'allungo. La Borsa di Milano riprende a salire dopo la brillante performance di venerdì, quando l'indice Ftse Mib aveva messo a segno un balzo di oltre 6 punti percentuali. Gli investitori sembrano quindi aver snobbato il giudizio di Standard & Poor's. Secondo l'agenzia statunitense, l'Italia si trova infatti ad affrontare una recessione più profonda di quanto stimato in precedenza. Per il 2012 il Pil italiano dovrebbe mostrare una flessione del 2,1%, mentre per il 2013 il calo è previsto in area 0,4%. Nonostante questo Piazza Affari si conferma la migliore tra le Borse continentali e il Ftse Mib mostra un progresso di circa l'1% in area 14.250 punti. 

Tra le storie societarie spicca il viaggio a due velocità delle principali banche italiane dopo i conti semestrali: Intesa SanPaolo guadagna il 3% a 1,088 euro, mentre Unicredit scivola sul fondo del paniere con un ribasso del 2% a 2,732 euro.

Nel primo semestre del 2012 l'utile netto della banca Mi-To si è attestato a 1,27 miliardi di euro, in calo del 9,1% rispetto agli 1,40 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Per quanto riguarda il solo secondo trimestre l'utile si è attestato a 470 milioni, il 41,4% in meno rispetto agli 804 milioni di un anno fa. Gli analisti di Ubs si soffermano soprattutto sugli elevati livelli patrimoniali di Intesa, con il Core Tier 1 che ha raggiunto il 10,7% posizionandosi sopra Basilea 3. Il broker elvetico, pur confermando la raccomandazione d'acquisto sul titolo Intesa, ha rivisto lievemente al ribasso le stime sull'eps 2012-2013 di riflesso al "basso Euribor e ad un più alto costo del credito".

Di contro, gli esperti di Equita hanno invece alzato le previsioni sull'utile netto della banca guidata da Enrico Cucchiani del 13% a 2,06 miliardi di euro per il 2012 e del 3% a 2,44 miliardi di euro per il 2013. Confermato il giudizio buy e il prezzo obiettivo a 1,40 euro. "Manteniamo una leggera preferenza per le risparmio in quanto riteniamo probabile la conversione, non appena le condizioni di mercato lo permetteranno", sottolinea Equita nella nota odierna.

Unicredit paga invece i deludenti conti pubblicati venerdì. L'utile netto del secondo trimestre si è attestato a 169 milioni di euro, in calo del 66,9%, contro i 302 milioni attesi dal mercato. Le rettifiche sono balzate a 1,92 miliardi di euro contro gli attesi 1,41 miliardi e gli 1,38 miliardi del primo trimestre, livello, commenta Equita, già da crisi 2009: "il business italiano è stato il principale driver, con peggioramenti sia nella divisione Family&SMEs che Corporate&Investment Banking". Gli analisti hanno così ridotto l'Eps 2012-15 del 16%, con il target price sceso a 3,4 euro. Il giudizio è passato a hold "perché vediamo ulteriore rischio sugli utili derivante da un costo del rischio imprevedibile".
 
Da segnalare infine il balzo di Mediaset: il titolo del gruppo di Cologno Monzese, dopo aver perso molto terreno in scia alla semestrale, oggi svetta incontrastato sul Ftse Mib mostrando un rialzo di quasi 7 punti percentuali a 1,349 euro.

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