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Piazza Affari migliore d’Europa all’indomani del vertice franco-tedesco, bene le banche

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Piazza Affari regina d’Europa all’indomani del vertice Merkel-Sarkozy. I leader di Germania e Francia hanno confermato la volontà di ricapitalizzare le banche europee per poter garantire crediti maggiori all’economia reale. Non sono stati svelati dettagli precisi, visto che il piano ufficiale dovrebbe essere presentato al G20 di Caen in programma ad inizio novembre. Merkel e Sarkozy hanno inoltre sottolineato la necessità di favorire una maggiore integrazione dell’Eurozona, passando attraverso una modifica dei Trattati europei. E così la Borsa di Milano, dove il peso del comparto bancario è preponderante, veste la maglia rosa tra le piazze finanziarie del Vecchio Continente: l’indice Ftse Mib guadagna l’1,10% in area 15.700 punti, mentre il Ftse All Share avanza dello 0,95% a quota 16.410.
 
Bene quindi il settore bancario nei primi scambi di giornata: Banco Popolare guadagna il 2,05% a 1,29 euro, Unicredit il 2,50% a 0,883 euro, Ubi Banca l’1,30% a 2,998 euro, Intesa SanPaolo l’1,65% a 1,297 euro, Popolare di Milano lo 0,85% a 1,76 euro, Monte dei Paschi lo 0,70% a 0,414 euro. Più caute le altre Borse europee: a Francoforte il Dax guadagna lo 0,50%, a Parigi il Cac 40 guadagna lo 0,45%, a Madrid l’Ibex 35 avanza dello 0,35%, a Londra il Ftse 100 mostra un progresso dello 0,10%. Cauto anche il commento di Equita sul summit franco-tedesco, dove “si sarebbero esaminate varie opzioni ancora da discutere con gli altri Paesi”.


Secondo il Financial Times, ricorda la sim milanese, si sarebbe anche parlato di ulteriori svalutazioni sui titoli di Stato greci per arrivare fino al 60% del loro valore nominale. “Gli impatti per le aziende italiane sarebbero limitate (post tasse 100 milioni di euro per Unicredit, 120 milioni per Intesa SanPaolo, 70 milioni per Generali)”, scrivono gli analisti nella nota odierna. 

Piazza Affari continua quindi a snobbare la raffica di downgrade sul rating sovrano dell’Italia. Dopo Standard & Poor’s e Moody’s, anche Fitch ha declassato il debito italiano a A+ dal precedente AA-, con outlook passato da negativo da stabile. I motivi che hanno spinto le agenzie sono, in sintesi, le incertezze politiche ed economiche che attanagliano il Belpaese, oltre ad una cronica bassa crescita della congiuntura. Oltre all’azionario, anche il mercato obbligazionario non ha risentito dei downgrade. Il differenziale di rendimento tra il Btp italiano a dieci anni e il Bund tedesco si attesta infatti a quota 355 punti base.