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Piazza Affari: male bancari e cementieri, si salva Prysmian -1-

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Chiusura sui minimi di giornata per Piazza Affari. Indici appesantiti nel pomeriggio dai deludenti dati macro arrivati dagli Stati Uniti: le richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana al 14 agosto hanno toccato quota 500 mila unità, in aumento di 12 mila rispetto alla settimana precedente (dato rivisto da 484 mila a 488 mila) e sui massimi dal novembre 2009. Minimi addirittura dal luglio 2009 invece per l’indice Philadelphia Fed che ad agosto è sceso a sorpresa a -7,7 punti dai 5,1 del mese precedente. Il Philly Fed era atteso a 7,2 punti. Un dato sotto la soglia dello zero segnala una fase di contrazione economica.
L’indice Ftse Mib è andato a chiudere la penultima seduta dell’ottava in calo del 2,05% a quota 20.115 punti. In difficoltà le big bancarie con Intesa Sanpaolo in flessione del 2,97%, -2,12% per Unicredit. Ribassi superiori al 2% anche per Fiat, Enel, Telecom Italia e Mediaset. Ha limitato i danni invece Parmalat (-0,37%), mentre Prysmian è stato l’unico titolo del Ftse Mib a evitare le vendite chiudendo invariato.