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Piazza Affari: maglia nera in Europa, investitori temono crisi bancaria

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Piazza Affari chiude un’altra seduta da dimenticare, con l’indice FTSE Mib che chiude a 16.012,31 punti, dopo aver registrato l’ennesima peggior performance del Vecchio Continente con una contrazione dell’1,74%.

Complici del tracollo sono state le banche; gli investitori non hanno lasciato la presa, soprattutto sui titoli degli istituti ritenuti più deboli come Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha chiuso la sessione con un crollo verticale del 13,99% a 0,329 euro.

Le vendite si sono scatenate successivamente alla diffusione da parte della stampa della lettera spedita direttamente dagli uffici Bce di Francoforte a Siena, dove è stato richiesto con urgenza di presentare un piano triennale per riportare ad un livello fisiologico la percentuale di crediti in sofferenza della banca.

Inoltre, preoccupa la situazione di tensione che si sta creando sull’Unione Europea. Dopo il voto dello scorso 23 giugno della Gran Bretagna, i mercati temono che possibili scontri fra governo italiano e Bruxelles possano mettere in discussione di nuovo la credibilità dell’intero sistema.

In questo quadro a Piazza Affari il sell off sui bancari non si è limitato ad Mps. L’indice FTSE Italia All Share Banks, che replica l’andamento di tutti i titoli bancari del listino, ha perso il -3,68%, il peggiore a livello europeo. Lettere su UniCredit che cede il -3,6% a 1,80 euro, scambiata su nuovi minimi storici nel dopo-Brexit, e Banca Popolare dell’Emilia Romagna -6,73% a 2,91 euro.

Non vengono risparmiati neanche i titoli del segmento Mid-Cap con Carige che scivola su nuovi minimi a 0,34 euro bruciando 3,83% del proprio valore.

Va controcorrente Saipem che con un balzo del 3,6% si porta a 0,38 euro, in seguito all’aggiudicazione di una maxi commessa da 1,2 miliardi di dollari in Indonesia.