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Piazza Affari macina altri record spinta da Tim, ENI paga stacco dividendo. Acquisti sui governativi

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Bilancio di metà seduta più che positivo per la prima sessione d’ottava di Piazza Affari. Il mercato italiano questa mattina si è spinto su nuovi record relativi che non venivano aggiornati da inizio dicembre 2015. A spingere il principale listino sono i rumors su una scissione di Telecom Italia e il rafforzamento degli acquisti sui bond periferici.

In questo quadro il paniere FTSE Mib avanza dello 0,57% a 22.355 punti. Telecom Italia è la migliore del listino (+2,56% a 0,8005 euro). Secondo indiscrezioni di stampa comparse stamane il gruppo starebbe studiando una scissione proporzionale della società telefonica in due realtà che si troverebbero di conseguenza quotate in Borsa e controllate da Vivendi al 23,94%: una Tim della rete, in cui confluirebbero anche Sparkle e Telsi (le due società oggetto dell’esame per il golden power), e una Tim servizi.

Umore positivo sulle banche, fra le quali primeggia BPER Banca (+2% a 4,68 euro), e sull’automotive dove FCA guadagna un punto e mezzo e Ferrari l’1,7% a 93,25 euro, snobbando la debaclè subita ieri due ferraristi nel Gran Premio di Singapore.

Lettere su ENI, -1,9% a 13,54 euro, in una giornata forzatamente condizionata dal pagamento di un acconto da 0,40 euro sul dividendo a valere sul 2016.
Fuori dal listino principale si segnala la brusca caduta di Esprinet, con il titolo sui minimi dell’anno. Dopo un secondo trimestre da dimenticare (utile operativo calato del 37% e il netto del 43%), l’azienda che distribuisce computer, server e software ha tagliato le previsioni di redditività per l’anno in corso. Nel dettaglio, la società si attende che a fronte di ricavi pari a 3,2-3,3 miliardi di euro, l’Ebit possa scendere in un range compreso tra i 34 e i 36 milioni.

Sul secondario dei titoli di Stato acquisti sulla periferia e spread in restringimento. Movimenti favoriti dal provvedimento di S&P che venerdì scorso ha portato il rating sovrano del Portogallo al livello “investment grade”.

Il rendimento dei Bond decennali portoghesi segna così un calo di oltre 30 punti base riportandosi sotto il 2,5% per la prima volta da gennaio del 2016, con il differenziale tra i titoli lusitani e tedeschi in discesa attorno ai 200 punti base.