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Piazza Affari: le azioni da comprare e vendere per gli analisti di Mediobanca

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Gli analisti di Mediobanca aggiornano il loro portafoglio sulle azioni italiane introducendo Rcs e Ubi Banca tra i long, che sostituiscono Brunello Cucinelli e L’Espresso, mentre tra gli short De’Longhi, Generali e Trevi prendono il posto di Intesa SanPaolo, Piaggio e Mediaset. L’aggiornamento arriva all’indomani dello scatto di Piazza Affari dopo le elezioni europee, con l’indice Ftse Mib che si è riportato sopra quota 21.500 punti. “Non escludiamo di vedere l’indice milanese aggiornate i nuovi massimi degli ultimi tre anni nelle prossime due settimane”, ha commentato ieri Vincenzo Longo, market strategist di IG, aggiungendo che il rendimento del Btp è in rotta per tornare a mettere pressione ai minimi storici.

Ma vediamo insieme l’aggiornamento del portafoglio “long/short” degli esperti di piazzetta Cuccia sull’azionario italiano.

Long

Pirelli: la recente debolezza del titolo si basa sui timori legati al Brasile, che “non sono giustificati considerato il rimbalzo in Europa e i prezzi delle materie prime ben al di sotto della guidance”.

Rcs: il management ha confermato gli obiettivi per l’intero esercizio ed è attesa nel secondo trimestre “una crescita della raccolta grazie all’edizione speciale del Corriere”.
 
Saipem: il solido portafoglio ordini ha aumentato la visibilità sul biennio 2015-2016.
 
Ubi Banca: “vediamo il recente tonfo delle azioni come un interessante punto d’ingresso, soprattutto alla vigilia del possibile quantitative easing della Banca centrale europea”.

Unicredit: i risultati del primo trimestre hanno aumentato la visibilità sulla qualità degli attivi e sul RoTE della banca che “rimane la nostra storia di ristrutturazione preferita”.
 
Short

De’Longhi: l’intervento potenziale della Bce potrebbe impattare sul forex rafforzando il dollaro, “che potrebbe avere un impatto negativo sulla profittabilità”.

Enel: le difficoltà operative continuano ad impattare sul settore elettrico in diversi mercati.
 
Generali: “l’allungamento nella duration e l’aumento dell’esposizione verso gli asset BBB offrono un sollievo nel breve termine ma potrebbero rappresentare un problema in una situazione di normalizzazione dei tassi”.

Trevi: i risultati del primo trimestre hanno evidenziato “le nostre preoccupazioni principali come il rialzo del debito sopra 4 volte l’Ebitda e la mancata generazione di cassa nel drilling”.

Tod’s: la negativa performance del retail da inizio anno dovrebbe “causare una negativa performance degli utili e una diluizione dei margini”.

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