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Piazza Affari: industriali alla riscossa con Tenaris e Brembo, Mediolanum debole sui conti

QUOTAZIONI Banca Mediolanum
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Nella sessione odierna Piazza Affari ha ritrovato il supporto di Wall Street e complici anche elementi di natura tecnica ha messo a segno un rimbalzo che ha fatto balzare l’indice di riferimento della Borsa Italiana a ridosso delle resistenza di area 19.125 punti.

A livello macro questi primi due mesi dell’anno si rivelano generosi per l’economia europea. Le rilevazioni preliminari Pmi relative alla manifattura di febbraio hanno messo in luce una crescita su livelli che non si vedevano da circa 6 anni, confermando le indicazioni positive giunte a gennaio.

Secondo Markit, l’agenzia che si occupa delle rilevazioni, i dati odierni “hanno mostrato la maggiore crescita da aprile 2011, ciò significa che, se questa tendenza si protrarrà sino a marzo, nel primo trimestre potrebbe verificarsi una crescita del PIL dello 0,6%”.

In questo clima di cauto ottimismo il FTSE Mib ha chiuso a 19.043,58 punti, in rialzo del +0,34%. Sul fronte dei rialzi sono tante le storie societarie degne di nota quest’oggi. A cominciare da Brembo che oggi ha sfruttato al massimo la promozione di Kepler Cheuvreux (target price portato a 69 euro dal precedente 63 euro) per aggiornare i nuovi massimi storici a 64,70 euro.

Spiccano le performance degli industriali; in cima al podio Tenaris, +2,80% a 16,14 euro, poi Buzzi Unicem, +2,57% a 24,29 euro e Prysmian, +2,62% a 24,61 euro. In luce Eni, +2,31% a 14,58 euro, con il titolo sui massimi da gennaio, performance che arriva dopo la promozione di Goldman Sachs che ha reiterato il rating buy sull’azione quotata a Piazza Affari alzando il target price da 16,7 a 17 euro.

Al centro delle vendite ancora le banche, segnate dall’aumento di capitale di UniCredit, -1,5% a 12,56 euro. Prosegue la parabola ribassista di Banco Bpm, -3,14% a 2,40 euro, mentre Banca Mediolanum chiude con la worst performance fra le blue chip, -6,7% a 6,59 euro, dopo aver riportato una contrazione del 10% degli utili netti del 2016.