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Piazza Affari inciampa a inizio ottava, in affanno Mediaset e FCA

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Incipit di settimana in affanno per le Borse europee, Piazza Affari compresa. In chiusura di contrattazioni l’indice Ftse Mib ha segnato una flessione dell’1,07% a 22.176,70 punti. Dopo una prima parte di giornata improntata al rialzo, grazie al sostegno delle ultime indicazioni in arrivo da Berlino che vedono concretizzarsi sempre di più la prospettiva di una Grande Coalizione di governo – sulla falsariga di quanto andato in scena dal 2005 al 2009 e poi dal 2013 al 2017 con Cdu/Csu e Spd insieme alla guida del paese – nel pomeriggio hanno avuto la meglio le vendite complice anche il calo del petrolio. Cresce l’attesa per il meeting Opec di giovedì con il mercato che ritiene molto probabile un accordo per l’estensione dei tagli produttivi. Oltreoceano focus sul primo discorso di Jerome Powell, futuro presidente della Federal Reserve, in agenda domani.

Giornata difficile per Mediaset (-1,62% ) che ha ritracciato dopo il rally di venerdì scorso dettato dalle attese per un imminente accordo con Vivendi. Il direttore finanziario del gruppo media, Marco Giordani, ha spiegato che la trattativa con Vivendi sul contenzioso in corso per la mancata acquisizione della pay tv Mediaset Premium da parte dei francesi è a livello di legali e una chiusura non sembra così imminente.

Sotto i riflettori FCA (-0,95%) che sarebbe finita nel mirino dell’autorità anti-frode che potrebbe multarla per 9,6 miliardi di euro secondo quanto riferito dal quotidiano transalpino Le Monde, in merito a possibili frodi sulle emissioni dei veicoli Diesel. Dal Lingotto hanno riferito di non aver ricevuto alcuna notifica di violazione. Sempre oggi si era tornati a parlare di rumor di operazioni straordinarie. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il gruppo automobilistico avrebbe avviato l’iter per lo scorporo di Magneti Marelli con la quotazione del 50% circa dell’azienda di componentistica entro il primo semestre 2018 con una valorizzazione della società tra 4 e 6 miliardi di euro.

Sul parterre di Piazza Affari si è mossa al ribasso anche Ferrari (-1,41%) dopo la chiusura della stagione di F1 con il terzo posto di Vettel ad Abu Dhabi con il gap dalla Mercedes che nell’ultimo scorcio di stagione che è andato aumentando. Vendite anche su Stm (-1,89%) che paga l’emergere di timori che la domanda di prodotti tecnologici come i semiconduttori possa rallentare nell’ultimo trimestre dell’anno. Il Ceo di STM, Carlo Bozotti, ha affermato che nei prossimi anni “il mercato dell’auto elettrica esploderà. Siamo già avanti nell’industrializzazione di questi prodotti e siamo pronti ai grandi numeri”.

Poco mossa Enel (-0,56%) su cui oggi si è espressa Equita Sim alzando il prezzo obiettivo da 5,65 a 6 euro e confermando il giudizio Buy. Anche Deutsche Bank ha alzato la valutazione sull’utility italiana portando il target price a 5,40 euro. Il titolo Enel nell’ultima settimana si è mosso al rialzo aggiornando più volte i massimi dal 2008 sulla scia della calda accoglienza al nuovo business plan triennale illustrato dall’amministratore delegato Francesco Starace a Londra lo scorso 21 novembre, incentrato sulla digitalizzazione e la conferma della politica dividendi con payout ratio al 70%.