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Piazza Affari in territorio positivo: Generali sente vicina la cessione degli asset Usa, Pirelli cade dopo rinvio business plan

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Inizio di settimana positivo per la Borsa di Milano dopo un weekend tutto politico con il Governo che ha dato il via libera al decreto legge sui 40 miliardi di euro di pagamenti della Pubblica Amministrazione a banche e imprese. Anche i prossimi giorni saranno monopolizzati dalla politica visto che si avvicina la prima riunione delle Camere per scegliere il successore del presidente Giorgio Napolitano. Questa mattina Tokyo ha registrato l’ennesima brillante chiusura con l’indice Nikkei che guadagnato quasi 3 punti percentuali.

La piazza finanziaria giapponese ha snobbato le tensioni nordcoreane e ha sfruttato ancora l’entusiasmo derivante dalla politica monetaria estremamente aggressiva annunciata la scorsa settimana dalla Bank of Japan. Venerdì invece avevano deluso i dati sul mercato del lavoro Usa, che ha marzo ha visto la creazione di 88 mila nuovi posti di lavoro contro i 200 mila attesi dagli analisti. In questo quadro a Piazza Affari, dove non mancano interessanti spunti societari, l’indice Ftse Mib mostra un progresso di circa mezzo punto percentuale in area 15.300 punti.
 
Generali. Il titolo della compagnia assicurativa avanza dell’1,40% a 12,40 euro in scia alle indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore circa un’accelerazione nel processo di vendita delle attività statunitensi di riassicurazione. Tra i due pretendenti ci sarebbe la francese Scor e un gruppo assicurativo americano. “Il prezzo chiesto da Generali (800 milioni-1 miliardo di dollari) sarebbe ambizioso, noi stimiamo 500-600 milioni”, commentano gli analisti di Equita nella nota odierna. A detta del quotidiano di Confindustria sembra invece più complicata la cessione della controllata Bsi.

Pirelli. La società degli pneumatici scivola sul fondo del paniere principale con un ribasso di oltre il 5% a 7,78 euro dopo l’annuncio del rinvio della presentazione del piano industriale 2013-2017. Il nuovo business plan era previsto per l’8 maggio ed invece è stato rinviato a novembre 2013 al fine di fornire una migliore visibilità sullo scenario di medio-lungo termine dato che l’attuale scenario macroeconomico in Europa rende difficili proiezioni attendibili.

Il gruppo della Bicocca ha comunque confermato la guidance per il 2013 che, a detta di Equita, è “raggiungibile per il trend positivo in America Latina, il recente calo delle materie prime e il contributo della Russia”. Nonostante sia nota la debolezza del mercato europeo, per Equita la notizia del rinvio del business plan è “indubbiamente negativa”.