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Piazza Affari in rosso, spread stabile. Oggi il premier Monti in missione a Londra

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Piazza Affari tira il freno dopo un inizio di settimana positivo nonostante il martellamento da parte delle agenzie di rating. Standard & Poor’s ha colpito prima il rating sovrano italiano poi il merito creditizio delle maggiori società pubbliche e assicurazioni; Fitch ha minacciato di declassare l’Italia entro fine gennaio anche di due gradini. Ma non è solo l’Italia ad essere finita nel mirino delle agenzie di rating, visto che S&P ha declassato ben 9 Paesi della zona euro, compresa la tripla A della Francia e dell’Austria. Di conseguenza, gli analisti americani hanno ridotto il loro giudizio anche sul Fondo salva-Stati europeo.

A favorire le vendite anche la mossa notturna della Banca Mondiale, che ha effettuato il taglio più marcato degli ultimi tre anni alle prospettive di crescita globale. L’economia mondiale, sottolinea l’istituto, è alle prese con una crisi molto pesante che sta colpendo in particolare il mercato dei capitali. Nel 2012, a livello globale, il tasso di espansione dovrebbe attestarsi al 2,5%, rispetto al +3,6% che lo stesso istituto aveva previsto a giugno. Fortissima la revisione sull’Eurozona, dove il Pil è atteso a +0,3% dal +1,8% previsto in precedenza. Per gli Stati Uniti si scende da +2,9% a +2,2 per cento. Ridotte anche le aspettative sui Paesi emergenti, con una crescita della ricchezza stimata al 5,4% dal +6,2% precedente.

E così a Piazza Affari l’indice Ftse Mib cede circa l’1% a 15.170 punti, mentre il Ftse All Share arretra dello 0,95% a quota 16.000. Meno marcati i cali delle altre Borse del Vecchio Continente: a Francoforte il Dax arretra dello 0,40%, a Parigi il Cac 40 cede lo 0,65%, a Londra il Ftse 100 mostra una flessione dello 0,60%, a Madrid l’Ibex 35 lascia sul parterre lo 0,90%. Sul mercato obbligazionario lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco oscilla tra 470 e 475 punti base, sugli stessi livelli della chiusura di ieri.
 
L’attesa di oggi è rivolta all’incontro a Londra tra il premier Mario Monti e il primi ministro britannico, David Cameron. Successivamente Monti incontrerà gli investitori della City per cercare di far tornare la fiducia sul sistema Italia.