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Piazza Affari in rialzo con Mediaset, occhi puntati ancora sulle banche fra stress test, aumenti e dividendi

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A metà seduta Piazza Affari mostra un guadagno di oltre 0,3 punti percentuali dopo che il FTSE Mib ha sfiorato quota 22.200 punti. Il mercato, al momento, sembra ignorare il vento d’instabilità che stamattina soffiava niente meno che dalla Germania.

Nella notte, infatti, è stato annunciato il nulla di fatto di Angela Merkel nella trattativa sulla formazione del governo in Germania, situazione mai verificatasi nella storia tedesca del Dopoguerra. Questo elemento non ha scosso più di tanto i mercati (il DAX dopo aver vacillato sulle prime battute è tornato in territorio positivo) ma ha agevolato il mercato secondario dei titoli di Stato soprattutto italiani. Lo spread fra BTp e Bund a dieci anni è in contrazione in area 146 punti base, con lo yield sul Bund che ha perso circa due figure.

Acquisti anche sull’oro, con i prezzi saliti sui massimi da un mese a 1.292 dollari.

In Italia la protagonista di seduta è Mediaset, +3,87% a 3,056 euro, dopo che La Repubblica nel corso del weekend ha scritto che l’accordo con Vivendi dovrebbe arrivare al massimo entro tre settimane. Ben comprate anche le banche, con Banco BPM, +2,46% a 2,746 euro, alla guida del settore.

Ricordiamo che oggi l’EBA ha diffuso le linee guida sugli stress test. Le quattro banche italiane soggette all’esame saranno valutate sulla base dell’esposizione al debito sovrano ed al rischio da cartolarizzazioni.

Il mercato continua a tener i riflettori accesi fuori dal listino su Carige, sospesa dalle contrattazioni, e Creval, +27,9% a 1,051 euro. Per quanto riguarda l’istituto di credito genovese, l’aumento di capitale potrebbe partire mercoledì prossimo dopo il sigillo di Consob alla pubblicazione del prospetto sull’emissione delle nuove azioni, che secondo quanto deciso negli scorsi giorni dal Cda dovrebbero essere emesse al valore di 1 centesimo con uno sconto sul Terp tra il 26 e il 27 per cento.

Mediobanca scivola sul fondo del FTSE Mib. Trascorsa oltre un’ora e mezza dall’avvio di seduta il titolo veleggia in area 9,505 euro, in ribasso di oltre 3,75 punti e segnando la peggior performance del principale listino azionario italiano.

Sulla dinamica odierna pesa lo stacco del dividendo da 0,37 euro unitari come stabilito dall’assemblea tenutasi il 28 ottobre scorso. Il pagamento avverrà dal 22 novembre prossimo presso gli intermediari aderenti al sistema di gestione accentrata delle azioni (Monte Titoli), con record date 21 novembre 2017.