Piazza Affari in profondo rosso, i rendimenti dei Btp sopra la soglia critica del 7%

Inviato da Redazione il Mer, 09/11/2011 - 11:53

Giornata drammatica a Piazza Affari e sul mercato secondario dei titoli di Stato, dove i rendimenti dei Btp a 2, 5 e 10 hanno sfondato la soglia critica del 7%. La Borsa di Milano è colata a picco, tra una sospensione e l'altra, nel giro di poche ore: in questo momento l'indice Ftse Mib mostra un tonfo di circa il 4% a 15.025 punti, mentre il Ftse All Share arretra del 3,80% a quota 15.840. Ma a preoccupare maggiormente è l'attacco alle obbligazioni italiane, partito dopo la notizia che la società britannica Lch Clearnet ha innalzato i margini richiesti sui titoli di debito italiani a 7 e 10 anni. I margini sono quindi stati portati dal 6,65% all'11,65%.

Btp sopra la soglia del non ritorno

E così lo spread tra il Btp e il Bund tedesco è letteralmente impazzito, passando dai 495 punti base dei primi scambi al nuovo record di 550 punti base. Il rendimento del bond decennale italiano si attesta così al 7,24%. Sopra la soglia critica del 7% anche i rendimenti dei Btp a 5 e 2 anni, rispettivamente al 7,54% e al 7,11%. Ad alimentare la tensione sui nostri titoli di Stato anche il traballante quadro politico, con il premier Silvio Berlusconi che ha annunciato di dimettersi appena verrà approvato la legge si stabilità contenente le misure volute fortemente dall'Unione Europea. Le opposizioni, attraverso il capogruppo del Partito Democratico alla Camera, Dario Franceschini, hanno dato la loro disponibilità a far passare il maxi-emendamento entro la fine della settimana. "Sono ore difficili", ha dichiarato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Piazza Affari cola a picco. I casi del giorno

Piazza Affari è colata a picco nel giro di poche ore. Dopo un inizio impostato al rialzo, i titoli del comparto bancario hanno fortemente accelerato al ribasso e in questo momento Intesa cede il 7,50% a 1,11 euro, Unicredit il 6% a 0,761 euro, Banco Popolare il 7% a 0,936 euro, Mps il 5,50% a 0,278 euro. Mediaset, che risente delle annunciate dimissioni del premier Berlusconi, lascia sul parterre ben 10 punti percentuali.

La maglia nera è però di Lottomatica, che mostra un tonfo di 14 punti percentuali a 11,20 euro. A pesare l'intervento alla Camera dei Deputati del direttore dei Monopoli di Stati, Raffaele Ferrara, che ha annunciato una tassazione del 6% sulle vincite superiori ai 500 euro. Nel dettaglio, Ferrara ha delineato gli interventi previsti dal secondo pacchetto di austerità sul settore del gioco e del tabacco che si prevede porteranno entrate aggiuntive per 1,5 miliardi di euro. Un miliardo verrà recuperato dal gioco attraverso una riduzione del pay-out dei giocatori, abbassando dell'1% quello sul settore delle Awp, tassando appunto al 6% le vincite oltre i 500 euro e mediante la riduzione del margine per la filiera di gioco incrementando le tasse sui terminali delle Video Lotterie dal 3 al 4% nel 2012 e dal 4 al 4,5% dal 2013.

Pirelli sfugge invece alle vendite e strappa un +0,55% a 6,51 euro in scia alla revisione al rialzo dei target del piano industriale. Tra il 2012 e il 2014 la società della Bicocca ha previsto una crescita media all'anno dei ricavi pari al 10 per cento. Nel 2015 il margine Ebit è stimato superiore al 16%, quasi raddoppiato rispetto all'8,4% del 2010. La generazione di cassa prevista da qui al 2015 pari a 3,2 miliardi di euro contro 2,1 miliardi di euro del piano precedente, consentirà, a detta di Pirelli, di sostenere un piano di investimenti in crescita (entro 2,4 miliardi di euro contro gli 1,9 miliardi di euro del piano precedente) e di migliorare la posizione finanziaria, riducendo il rapporto indebitamento/Ebitda a 0,4 nel 2015, rispetto a 0,7 nel 2010.
 
Alberto Bolis e Flavia Scarano
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