Piazza Affari in profondo rosso con le banche, Ftse Mib chiude con un calo di oltre il 3%

Inviato da Alberto Bolis il Mer, 26/09/2012 - 17:44
La Borsa di Milano ha chiuso in deciso ribasso affossata dalle vendite che hanno colpito il settore bancario. La Spagna è tonata a spaventare gli investitori. Il premier iberico, Mariano Rajoy, in un'intervista al Wall Street Journal ha fatto sapere questa mattina che la Spagna è pronta a chiedere aiuto qualora i costi per rifinanziarsi sul mercato resteranno troppo alti. Sul secondario è tornata subito a farsi sentire la pressione: lo spread Btp-Bund è salito oltre quota 370 punti base. A pesare il taglio di ieri da parte di Standard & Poor's sulle prospettive di crescita della zona euro: in particolare, gli analisti prevedono ora per il 2012 una contrazione del Pil europeo pari allo 0,8% dal -0,7% stimato in precedenza, mentre per il 2013 prevede una crescita invariata rispetto al precedente +0,3%. Non ha aiutato nemmeno il deludente dato sulle vendite di nuove case negli Stati Uniti, che ad agosto hanno mostrato una flessione dello 0,3% mentre gli analisti indicavano un rialzo del 2,2%. E così a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto il 3,29% a 15.408 punti.

Pesanti le vendite sui titolo del comparto bancario: Ubi Banca ha ceduto il 5,78% a 2,966 euro, Popolare di Milano il 5,70% a 0,425 euro, Banco Popolare il 6,18% a 1,199 euro, Unicredit il 5,03% a 3,324 euro, Intesa SanPaolo il 4,68% a 1,221 euro, Monte dei Paschi il 4,15% a 0,23 euro. Male anche gli altri del comparto finanziario: Generali ha lasciato sul parterre il 3,81% a 11,37 euro, Mediolanum è arretrata del 5,27% a 3,43 euro. Tra i peggiori Mediaset (-4,84% a 1,535 euro) e STM (-4,21% a 4,28 euro), quest'ultima in scia al warning lanciato da Infineon su questo trimestre e sul prossimo. Fiat ha perso il 3,87% a 4,322 euro dopo aver ceduto ieri oltre 2 punti percentuali in scia alla debolezza dell'intero comparto europeo dell'automotive. Impregilo ha perso l'1,67% a 3,18 euro all'indomani della riunione del Cda in cui si è siglato l'accordo strategico con il gruppo Salini e ribadita la rifocalizzazione sulle attività di costruzione e la cessione degli asset no core.
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