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Piazza Affari in negativo su tensioni geopolitiche. Male il comparto lusso e bancario.

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Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso in scia all’acuirsi delle tensioni geopolitiche dopo la notizia dell’abbattimento di un caccia russo da parte della Turchia. Ankara ha dichiarato che il jet russo aveva violato lo spazio aereo turco, mentre Mosca ha fatto sapere che l’aereo si trovava in territorio siriano.

Sul fronte macro l’indice Ifo tedesco di novembre si è attestato a 109 punti, un dato superiore alle attese degli analisti che erano ferme a 108,2 punti. Dagli Stati Uniti è arrivata la revisione al rialzo del Pil del terzo trimestre. Secondo l’ultima lettura, l’economia Usa è cresciuta del 2,1%, in rialzo rispetto alla stima preliminare (+1,5%), ma in linea rispetto alle attese.

Sul mercato da segnalare il rimbalzo del petrolio, con il Wti tornato sopra 42,50 dollari al barile, e la flessione della lira turca. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso dell’1,55% a 21.948 punti.

Sotto pressione il settore del lusso in scia a un report pubblicato oggi da Nomura. Secondo la casa d’affari giapponese, le aspettative per il 2016 sono ancora troppo elevate. In particolare, soffermandosi sul comparto del lusso europeo, Nomura mantiene un atteggiamento cauto prima di un rimbalzo della Cina. Tra le bocciate da Nomura anche Tod’s, la cui raccomandazione è scesa a reduce dal precedente neutral. Le vendite hanno così colpito il settore ha Piazza Affari: Tod’s ha ceduto il 3,65% a 76,60 euro, Ferragamo il 4,48% a 21,12 euro, Luxottica il 3,39% a 61,25 euro, Moncler il 3,51% a 14,01 euro. Male il comparto finanziario: tra le banche le peggiori sono state Montepaschi (-2,63% a 1,444 euro)e Popolare di Milano (- 2,44% a 0,88 euro); in rosso anche il settore del risparmio gestito con Anima e Azimut che hanno perso rispettivamente il 3,65% a 8,3250 euro e il 3,12% a 22,7 euro.

Telecom Italia (-2,62% a 1,1530 euro) debole alla vigilia del Cda che dovrà decidere di integrare l’ordine del giorno della prossima assemblea con la proposta di Vivendi di integrare il board con quattro suoi consiglieri. Il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, ripreso dalle principali agenzie di stampa ha dichiarato che l’integrazione dei consiglieri proposti da Vivendi arricchisce il Cda del gruppo tlc. Eni (+0,53% a 15,05 euro) è stata l’unica nota positiva in scia all’aumento delle quotazioni del petrolio che ha sfruttato l’acuirsi delle tensioni geopolitiche.