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Piazza Affari in forte ribasso, Ftse Mib chiude con un tonfo del 2,8%

QUOTAZIONI Intesa Sanpaolo
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I mercati azionari, compresa Piazza Affari, hanno pagato il crollo della Borsa di Atene in scia ai timori di elezioni anticipate. La piazza finanziaria greca ha perso circa 13 punti percentuali, il peggior flop degli ultimi 27 anni, dopo che ieri il premier Antonis Samaras ha deciso di anticipare le elezioni del presidente della Repubblica. La mossa di Samaras ha alimentato notevolmente i timori di elezioni anticipate. A pesare anche l’ulteriore discesa del petrolio, sceso ai minimi da cinque anni, e le voci su una possibile revisione al ribasso delle stime di crescita della Cina per il 2015. Secondo alcune indiscrezioni il governo cinese sarebbe pronto a tagliare il target di crescita al 7% per il 2015. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso la seduta con un ribasso del 2,81% a 19.390 punti.

Forti vendite sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 4,71% a 10,72 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 3,78% a 5,585 euro, Popolare di Milano il 4,19% a 0,57 euro, Intesa SanPaolo il 2,03% a 2,502 euro, Ubi Banca il 4,42% a 6,15 euro, Unicredit il 3,84% a 5,63 euro. Le proteste di Hong Kong e le deboli prospettive dell’economia russa, con la Banca Mondiale che vede nel 2015 il Pil di Mosca in contrazione dello 0,7%, hanno pesato sull’andamento dei titoli del settore del lusso: Yoox è arretrata del 5,06% a 18,20 euro, Tod’s del 2,13% a 66,35 euro e Luxottica del 2,19% a 43,26 euro. Il nuovo strappo ribassista del petrolio ha fatto sbandare i titoli del settore oil. I riflessi si sono sentiti anche a Piazza Affari dove Eni ha perso il 2,07% a 14,66 euro (in chiusura non scendeva sotto 15 euro dal novembre 2011), mentre Saipem ha lasciato sul parterre l’1,98% a 9,13 euro.