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Piazza Affari in forte ribasso: focus su Terna, FonSai e Impregilo

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Brusco risveglio per la Borsa di Milano dopo il tanto atteso summit europeo di venerdì scorso. Summit che non ha fatto cambiare idea a Moody’s che oggi ha ribadito la sua intenzione di rivedere i rating sui Paesi dell’Eurozona nei primi mesi del 2012. “La continua assenza di misure decisive nel recente summit fa rimanere l’Unione Europea soggetta a ulteriori shock e l’area euro sotto minaccia”, spiega l’agenzia di rating. Gli investitori attendono inoltre la decisione di Standard & Poor’s, pronta a lasciare cadere la sua spada di Damocle sugli Stati europei messi in credit watch. S&P aveva infatti annunciato una decisione sul credit watch promosso la scorsa settimana su 17 Stati europei immediatamente dopo il vertice europeo di venerdì. Una decisione, che potrebbe essere sia una rimozione del credit watch sia un taglio al rating, dovrebbe quindi giungere nel corso della settimana, ma nulla vieta che il provvedimento possa essere preso in tempi ancora più rapidi. E così a Piazza Affari regnano le vendite: l’indice Ftse Mib cede il 2,10% a 15.160 punti, mentre il Ftse All Share arretra del 2% a quota 15.910.

Temi caldi di Borsa

Terna. Terna indossa la maglia nera a Piazza Affari dove il titolo arretra del 5,047% a quota 2,524. Il secondo documento di consultazione dell’Autorità per l’Energia in materia di tariffe elettriche potrebbe portare il management della società ad un taglio degli investimenti del 60%. A pesare, da una parte, il mancato riconoscimento in tariffa della Robin Tax, in quanto l’aumento dell’allowed return dal 6,8% al 7,2% (con un’attesa al 6,9%) è dovuto al negativo scenario macro; dall’altra il peggioramento dello schema di incentivi sugli investimenti di sviluppo, con una riduzione media dell’extra-ritorno di oltre 100 punti base. Il dividendo atteso per il 2012 è stato confermato a 19 centesimi, ma dal 2013 l’obiettivo della società sarà coprire i capex e i dividendi attraverso i flussi di cassa, non essendoci le condizioni per aumentare il leverage. Terna comunque presenterà le proprie osservazioni entro il 19 dicembre.  “Allineiamo – commentano gli analisti di Equita nella nota odierna –  le nostre stime alle indicazioni della società (taglio capex di sviluppo del 60% e debito stabile), assumiamo un payout dell’80% dal 2013, riducendo il dividendo per azione stimato per il 2013 da 19 a 16 centesimi. Abbassiamo il target price dell’8% a 2,57 euro, applicando uno sconto `regolatorio` del 5% sul fair value e passiamo il giudizio da buy a hold” per  tre ragioni di fondo:  “Il regolatore non è intenzionato a compensare in tariffa la Robin tax, il taglio del piano di capex stravolgerebbe l’equity story e lo scontro con il regolatore aumenta l’incertezza sulla società”, conclude la sim milanese. Mossa anche di Intermonte che ha abbassato il target price su Terna a 2,9 euro dai precedenti 3,2 euro e tagliato il giudizio da outperform a neutral. “Consigliamo lo switch in Snam – commentano gli analisti snella nota odierna –  che tratta ad uno sconto del 8% sulla Rab, offre un dividend yield più visibile al 7,4% ed offre buone opportunità per creare valore nel settore della distribuzione gas in Italia”, concludono gli esperti.

FonSai. Fondiaria-Sai ancora negativa a Piazza Affari, dove ha aggiornato i minimi storici a 0,879 euro, con il mercato che fiuta un nuovo aumento di capitale dopo quello da 450 milioni di euro della scorsa estate. Il Sole 24 Ore scrive di un mandato a Goldman Sachs sulla ricapitalizzazione con l’ipotesi di un convertendo. “Al di là dei tecnicismi del rafforzamento patrimoniale, resta la fortissima diluizione che subiranno gli azionisti”, spiega Equita nella nota odierna. Sul finire della scorsa settimana, secondo quanto riportato dai principali quotidiani nazionali, Mediobanca, il principale creditore di FonSai, ha scritto una lettera al gruppo assicurativo invitandolo ad una ricapitalizzazione da 600 milioni di euro per mettere in sicurezza i propri conti.

Impregilo. Impregilo limita i danni in Borsa, dove mostra un ribasso dello 0,70% a 2,268. “Stiamo lavorando ad un piano che prevede l’integrazione tra noi e Impregilo. Nascerebbe un campione nazionale capace di competere per dimensione, know how, tecnologia e solidità finanziaria nei mercati internazionali”. Così Pietro Salini, che nei mesi scorsi ha acquistato l’8,13% di Impregilo, in un’intervista ad Affari & Finanza de La Repubblica. “Vogliamo contribuire a creare un soggetto con dimensioni e presenza internazionale che riesca a competere con efficacia con tutti i maggiori operatori mondiali”, ha aggiunto il numero uno di Salini Costruzioni, terzo player italiano del settore delle costruzioni.  “Riteniamo che il progetto di Salini sia di difficile attuazione in considerazione della probabile opposizione di Gavio che in questo contesto ha proposto l’acquisto degli altri soci in Igli. Confermiamo l’appeal speculativo sul titolo”, commentano gli analisti di Intermonte nella nota odierna.

Alberto Bolis – Flavia Scarano