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Piazza Affari: in chiusura si stempera l’euforia, Tenaris domina la scena

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Seduta in chiaro scuro per Piazza Affari. L’indice FTSE Mib ha registrato guadagni intraday superiori al punto e mezzo percentuale per poi ritracciare nell’ultima mezz’ora di negoziazioni, zavorrata dal ribasso dei titoli bancari. Se da un lato l’avvio della giornata era stato segnato positivamente dalla notizia sull’accordo fra i Paesi Opec sul taglio della produzione di oro nero, dall’altro il newsflow negativo proveniente dalla Germania ha tarpato le ali al guizzo del FTSE Mib cha ha chiuso a 16.338,78 punti in rialzo dello 0,71%.

Sugli scudi i titoli petroliferi, gli unici a mantenere tono durante tutto il corso della sessione. Si è distinta in modo particolare Tenaris che ha chiuso a 12,51 euro, in rialzo dell’9,35%. In luce anche Saipem, +5,4% a 0,366 euro ed Eni, +4,61% a 12,92 euro.

Sul fronte dei bancari hanno gravato le notizie sui due colossi tedeschi, Deutsche Bank e Commerzbank. Fra i listini del Vecchio Continente il Dax è stato l’unico indice a registrare una chiusura negativa, penalizzato dalle difficoltà finanziarie e non solo dei due maggiori istituti bancari del Paese. Non di poco conto anche i rischi corsi da Volkswagen, che contribuiscono al clima di maggior avversione al rischio dei mercati.

In questo quadro fortemente penalizzati i titoli di UBI Banca, -2,7% a 1,995 euro. A pesare sulla banca bresciana è la notizia circolata in mattinata secondo cui quest’ultima sarebbe pronta a presentare un’offerta per tre delle quattro good bank (Etruria, Marche e Carichieti). Le preoccupazioni degli investitori riguardano la possibilità che la Bce possa richiedere un rafforzamento patrimoniale all’istituto guidato da Victor Massiah, in vista delle acquisizioni citate. Vendite anche su Mps, -2,68% a 0,188 euro, e su Unicredit, -1,35% a 2,03 euro. Al di fuori del settore bancario si sono registrate forti vendite su STMicroelectronics che ha chiuso con una flessione del 3,24% a 7 euro.