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Piazza Affari: in chiusura si allenta la pressione, brilla Luxottica, Mps ancora positiva

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Seduta altamente volatile per Piazza Affari, con l’indice FTSE Mib che ha messo in luce ribassi consistenti, bloccati solamente dalla tenuta dalla soglia psicologica die 16.000 punti. La pressione esercitata su tale area ha portato i corsi su livelli intraday che non si vedevano da inizio agosto. Nella fase finale la pressione si è comunque allentata e il basket ha chiuso a 16.134,71 punti, in calo dello 0,36 per cento.
A bloccare i flussi di denaro sulla Borsa Italiana è stato il solito calo del settore bancario, cui hanno contribuito inizialmente le notizie provenienti dagli istituti bancari tedeschi. Infatti, mentre Duetsche Bank è ostaggio della speculazione e ieri è scivolata sui minimi storici, anche Commerzbank sembra non passarsela meglio. La seconda banca tedesca infatti ha annunciato di dover procedere ad un ridimensionamento di circa 9.000 posti di lavoro e ad un taglio del dividendo 2016.
Il ritorno dell’avversione al rischio è ovviamente favorito dall’avvicinarsi di due eventi clou nell’ultimo scorcio del 2016: il referendum costituzionale, in programma il 4 dicembre, e le elezioni presidenziali americane, in agenda l’8 novembre. In questo clima in mattinata si sono notati forti acquisti sul Bund tedesco che hanno contribuito a far allargare il differenziale di rendimento rispetto al pari scadenza italiano: lo spread Btp-Bund è salito così oltre quota 135 punti base.
Sul listino principale di Milano hanno scontato i ribassi più pesanti UniCredit, -1,83% a 2,03 euro, UBI Banca, -0,87% a 2,03 euro e Mediobanca che ha chiuso a 5,78 euro, lasciando sul parterre di borsa il 2,52 per cento. A guadagnarsi la maglia nera è stata Azimut che ha perso il 3,5% a 12,78 euro.
Male anche Saipem, -1,7% a 0,349 euro. A penalizzare il titolo vi è una certa dose di avversione al rischio che investe i titoli del settore oil&gas in vista dell’imminente incontro ad Algeri fra i Paesi Opec. La sensazione di molti analisti è che i maggiori Paesi produttori di petrolio non siano così vicini a un accordo per ridurre la produzione. Detta pressione è alimentata dal forte ribasso registrato quest’oggi dal barile di oro nero, pari a oltre tre punti percentuali, sia sulla piazza di New York (Wti) che quella di Londra (Brent).
Riflettori anche su Fca che dopo le turbolenze della prima mezz’ora di negoziazioni, ha chiuso con un rosso del 2,07% a 5,43 euro, grazie anche ai pareri di diversi analisti che si sono espressi in maniera neutrale con riguardo alle dichiarazioni del numero uno Epa. Quest’ultimo, ricordiamo, aveva dichiarato che “Servono cinque miliardi di dollari ad Fca per aggiustare le emissioni”.
Sul fronte dei rialzi si distingue Monte dei Paschi di Siena: gestori e analisti credono che il piano industriale, la cui approvazione è stata fissata al 24 ottobre, lasci una porta aperta all’aumento di capitale anche prima della fine dell’anno. Inoltre, le indiscrezioni sul possibile ingresso nel capitale di investitori del Medio Oriente (fondi del Kuwait e del Qatar) hanno contribuito a mantenere vivo il titolo fino a chiusura, avvenuta a 0,19 euro (+1,67%). Maglia rosa del listino a Luxottica che ha chiuso a 44,39 euro, con un balzo del 2,49 per cento.