Piazza Affari in affanno, debacle di Autostrade e ST

Inviato da Redazione il Mer, 27/04/2005 - 17:56
Seduta di metà settimana in profondo rosso per il listino milanese che ha chiuso la giornata sui livelli di minimo da inizio anno. Infatti l'S&P/Mib ha archiviato la sessione in flessione dell'1,20% a quota 30.946 punti, sulla stessa lunghezza d'onda il Mibtel (-1,62%). A deprimere i mercati azionari italiani i timori di una revisione al ribasso delle stime di crescita degli Stati Uniti, con in arrivo giovedì il dato sul Pil relativo al primo trimestre 2005. Intanto gli ordinativi di beni durevoli hanno registrato una flessione del 2,8% (al netto della voce trasporti il calo è stato pari all'1%). Tra i peggiori titoli dell'S&P/Mib spiccano i bruschi cali di ST Microelectronics e Autostrade. Il titolo della società italo-francese ha lasciato sul terreno quasi 6 punti percentuale toccando i nuovi minimi storici in chiusura. ST ha riportato nei primi tre mesi del 2005 con una perdita netta pari a 31 milioni di dollari contro un utile di 77 milioni riportato nello stesso periodo del 2004. Ribasso del 5% circa per Autostrade che è scivolato sotto la soglia dei 20 euro. A pesare sul titolo della società della galassia Benetton le pressioni arrivate dall'Austria, dove l'ente pubblico per le strade austriache, l'Asfinag, ha manifestato l'intenzione di ricomprare Europpass, società controllata al 100% da Autostrade. Ha limitato invece i danni Fiat (-0,80%) dopo il rush della vigilia che aveva permesso al titolo del Lingotto di riportarsi sopra la soglia dei 5 euro. Da ricordare che le banche creditrici hanno deciso di convertire in azioni il prestito da 3 miliardi di euro in scadenza a settembre, divenendo così azioniste al 27% circa del gruppo torinese scavalcando l'Ifil degli Agnelli (22%). Tra gli altri titoli di maggior spessore, paga dazio Telecom Italia (-1,70%), mentre strappa uno dei pochi segni più Unicredit. Scatto di reni finale per Antonventa (+1,30%), dopo aver trascorso gran parte della sessione in deciso rosso, in seguito alla notizia del via libera di Bankitalia ad Abn Amro per il superamento della soglia del 33% del capitale dell'istituto patavino.
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