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Piazza Affari frena insieme alle banche, si salva Mediobanca

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Finale di ottava debole per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,62% quota 22.665 punti appesantito dalla performance debole delle banche. In avvio di giornata l’indice guida milanese aveva toccato i massimi a quasi 2 anni a quota 22.899 punti. Massimi di periodo aggiornati anche dall’equity europeo con l’Euro Stoxx 50 balzato ai massimi da aprile 2015.

Tra i fattori che hanno frenato Piazza Affari ci sono gli ultimi sviluppi in Spagna. Il parlamento regionale della Catalogna ha approvato la dichiarazione di indipendenza, inasprendo la crisi politica in atto dal referendum del primo ottobre scorso. Sul valutario l’euro è scivolato sotto 1,16 subito dopo i dati sul Pil statunitense, andato oltre le attese (+3% annualizzato nel terzo trimestre rispetto al +2,5% atteso). “Trattandosi di un dato preliminare – commenta Vincenzo Longo, strategist di IG – non incorpora ancora tutte le indicazioni di settembre. Pertanto potremmo attenderci delle revisioni al ribasso in fase di seconda lettura, considerando che gli uragani Harvey e Irma hanno interessato diversi Stati per buona parte di settembre”.

Dopo lo sprint della vigilia innescato dai toni dovish della Bce, oggi i mercati sono tornati a confrontarsi con il capitolo trimestrali, con riscontri solidi negli Usa da Google, Amazon e Intel e nel Vecchio continente da Ubs e Rbs. A Milano riscontri trimestrali oltre le attese per Mediobanca (+1,68%) che ha chiuso il primo trimestre dell‘esercizio 2017-18 con un utile netto in aumento dell’11% a 301 milioni di euro, grazie alla positiva dinamica dei ricavi in tutte le linee di business. Tra le banche performance molto deboli per Banco Bpm (-3,29%), Ubi Banca (-2,98%) e Unicredit (-3,37% ).

Nuovo rialzo per Stm (+0,35% a 19,91 euro) su cui Equita ha alzato il prezzo obiettivo dell’8% a 19,3 euro (rating hold) in scia ai solidi riscontri trimestrali. Tra i migliori anche Mediaset (+1,18% a 3,094 euro).

Tra i titoli in affanno oggi c’è anche Eni (-1% a 13,78 euro) che stamattina ha diffuso i conti trimestrali. Il gruppo del Cane a sei zampe che archiviato il terzo trimestre dell’anno con un utile netto pari a 344 milioni di euro contro la perdita di 562 milioni dell’analogo periodo nel 2016.