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Piazza Affari: Ferrari e CNH Industrial innestano il turbo, caduta verticale per Saipem

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Si anima Piazza Affari in una seduta contrastata per le piazze azionarie europee. L’indice FTSE Mib termina le negoziazioni a 18.889,19 punti, collocandosi in cima ai listini di Piazza Affari con un rialzo dello 0,79%. Oggi al centro dell’attenzione degli investitori il “Super Thursday” della Bank of England.

L’istituto guidato da Mark Carney ha sorpreso i mercati alzando le stime sulla crescita dell’economia inglese per il 2017 dall’1,4% al 2 per cento. L’innalzamento dell’outlook è tanto più importante se confrontato con il +0,8% stimato dal mercato all’indomani del referendum che ha sancito l’uscita di Londra dall’Unione Europea (e innescato il taglio del costo del denaro).

Sul fronte europeo la Bce ha diffuso il bollettino economico mensile per il mese di gennaio. L’Eurotower non è convinta che il recente ritorno dell’inflazione nell’Eurozona possa perdurare nel tempo. Il Consiglio direttivo lo ha messo nero su bianco nel documento, reiterando la volontà di proseguire con gli attuali stimoli monetari fino a dicembre del 2017 e anche oltre “se necessario”.
In questo quadro a Milano hanno brillato CNH Industrial, +5,38% a 8,61 euro, STMicroelectronics, salita del 5% a 13,23 euro, e Ferrari, +3,73% a 59,75 euro, con quest’ultima che nel primo pomeriggio ha snocciolato i risultati del 2016. Numeri che hanno messo in luce una crescita a doppia cifra dell’utile netto, salito a 400 milioni di euro rispetto al 2015.Il titolo subito dopo la diffusione dei conti si era momentaneamente portato sopra i 60 euro.

Ben comprata Poste italiane, +3,84% a 6,07 euro, dopo il report di Fitch Ratings che ha detto che il principale catalizzatore del rating creditizio del gruppo è rappresentato dal ruolo che il Governo italiano assumerà all’interno della compagine azionaria del gruppo. Gli analisti dell’agenzai di rating hanno inoltre minimizzato l’impatto che potrebbero avere le perdite sui fondi immobiliari maturate nel dicembre 2016.

Sul fronte dei ribassi, caduta verticale di Saipem, -2,75% a 0,46 euro, seguita da UniCredit, -1,65% a 26,16 euro, con il colosso bancario di Gae Aulenti che si prepara all’aumento di capitale monstre da 13 miliardi di euro che prenderà il via lunedì prossimo.