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Piazza Affari: a fatica sopra i 19mila, banche penalizzate. Brillano Fincantieri e Saipem

QUOTAZIONI Fincantieri
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La seduta di Piazza Affari chiude, a fatica, sopra la parità; un risultato non scontato dato la debolezza generalizzata che ha caratterizzato l’andamento giornaliero degli altri listini europei. Tutto ciò mentre Oltreoceano gli indici di Wall Street si prendono una pausa dopo i rally settimanali cui ormai gli investitori si sono abituati.

In attesa dei dettagli promessi da Trump riguardo l’implementazione degli stimoli fiscali proposti in campagna elettorale, l’economia Usa continua a produrre segnali positivi. I dati macro di oggi hanno messo in luce una crescita dell’indice manifatturiero stilato dalla Fed di Philadelphia ben al di sopra delle stime, giungendo ad un massimo che non si vedeva dal 1984.

In Italia al centro del dibattito vi è ancora la questione bancaria. Sul fronte degli istituti veneti l’Ad della Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola, ha ribadito che la fusione con Veneto Banca è necessaria per mantenere in vita i due istituti e si è detto convinto delle elevate probabilità che lo Stato entri nel capitale delle due banche.

In questo quadro il FTSE Mib ha chiuso in rialzo dello 0,16% a 19.087,54 punti. Le vendite hanno penalizzato ancora una volta i titoli bancari: UniCredit, -2,24% a 12,63 euro, UBI Banca, -2,44% a 3,12 euro, Bper Banca, -3,45% a 4,64 euro. Vendite anche su Prysmian, -2,18% a 24,14 euro. Prosegue senza sosta la dinamica discendente del titolo Yoox net-a-porter, -1,76% a 23,37 euro.

Sul fronte dei rialzi brillano i titoli legati all’energia e al settore servizi pubblici. In luce Saipem, +4,10% a 0,47 euro, miglior blue chip di Milano, seguita da STM, +1,75% a 13,36 euro e Enel, +1,52% a 4,02 euro. Fuori dal listino principale si mette in evidenza Fincantieri, +6,45% a 0,59 euro, in un periodo particolare della propria storia societaria recente.

L’ultimo contratto portato a casa oggi, una maxi commessa da 3,2 miliardi di euro per la costruzione di 4 navi da crociera, rappresenta l’apice di una serie di accordi portati a casa negli ultimi trimestri che ha permesso all’azienda di incrementare ulteriormente il proprio portafoglio ordini che al 30 settembre 2016 era pari a 19 miliardi di euro.

Tutto ciò mentre sono ancora in corso le operazioni straordinarie che legano il gruppo triestino alla Norvegia e alla Francia. In primis è in corso l’Opa su Vard, con il periodo di offerta che proprio oggi è stato esteso fino al 10 marzo prossimo, mentre è ancora aperta la partita con il Governo francese per arrivare ad una conclusione dell’affare che dovrebbe portare il gruppo italiano a controllare i cantieri francesi di STX.