1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Piazza Affari è ancora interessante, parola di Julius Baer

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Pubblichiamo un estratto relativo all’evento di Julius Baer che si è tenuto oggi a Milano dal titolo: “Prospettive dei mercati finanziari globali nel secondo semestre 2011. Qual è lo scenario italiano?”

Con la normalizzazione della crescita globale e l’aumento sempre più marcato dei tassi d’inflazione – tra l’altro anche a seguito dell’aumento del prezzo del greggio – gli economisti di Julius Baer ritengono che abbia preso il via la fase successiva nel ciclo del mercato dei capitali: la normalizzazione della politica dei tassi. Anche se attualmente in tutto il mondo i tassi a breve stanno aumentando, non riescono a tenere il passo con i tassi d’inflazione. In considerazione dei tassi reali tuttora negativi e dell’elevata disponibilità di liquidità, il previsto cambiamento di rotta della politica monetaria delle banche centrali si delinea sempre più come un fattore di rischio. Si tratta dunque di un delicato equilibrio tra estremi: da un lato il ritorno al precedente allentamento quantitativo e il mantenimento della stabilità del settore finanziario e dall’altro la necessità di evitare un crollo congiunturale e un’impennata dall’inflazione.

Prospettive per gli investitori ancora positive, ma si addensano nubi all’orizzonte
Il divario in continuo aumento tra una crescita elevata e tassi reali negativi ai minimi storici porterà inizialmente ad una crescente propensione al rischio sui mercati internazionali dei capitali. Per il momento gli investimenti finanziari sono quindi ben sostenuti. “All’orizzonte però iniziano ad addensarsi nubi minacciose: gli elevati costi energetici – quasi una tassa straordinaria a carico dell’economia mondiale – e la conclusione del programma di riacquisti obbligazionari da parte della Fed statunitense costituiscono due seri pericoli per l’economia globale”, dice Christian Gattiker, capo strategica e ricerche, Banca Julius Baer. Per questo motivo gli specialisti d’investimento di Julius Baer ritengono che nei mesi estivi del 2011 la maggior parte delle classi di attività esprimerà un andamento sostanzialmente laterale. A tal proposito è rilevante non tanto la vecchia regola di borsa «Sell in May and go away», quanto piuttosto la situazione di stallo precedentemente accennata tra approvvigionamento monetario e crescenti timori inflazionistici in un’ottica di medio periodo. Questo scenario, combinato ad un rialzo degli indicatori anticipatori e ad un sentimento particolarmente positivo degli operatori, crea un mix che porta alla stagnazione degli investimenti di rischio o in cui gli investitori devono addirittura subire temporanee battute di arresto.

Per gli investitori in obbligazioni, i rischi maggiori dovrebbero essere costituiti in particolare da un ritorno di fiamma dell’inflazione e dalla normalizzazione della politica monetaria. Questi rischi possono essere almeno in parte mitigati continuando ad attribuire una ponderazione maggiore ai rischi di credito rispetto a quelli di durata, ad esempio attraverso bond dei «nuovi porti sicuri» nell’Europa dell’Est oppure obbligazioni ad alto rendimento e protette contro l’inflazione di emittenti latinoamericani.


Anche sul versante azionario gli investitori sono chiamati a cercare una conveniente protezione dall’aumento dei tassi d’inflazione. Il Giappone è uno dei pochi mercati azionari a beneficiare della crescita globale dei prezzi, perché tale scenario comporta un positivo allentamento della tenace pressione deflazionistica. Le azioni dell’Europa dell’Est, in particolare quelle russe, presentano attualmente valutazioni moderate ed evidenziano un’elevata correlazione con i prezzi del petrolio, offrendo quindi un’interessante copertura contro ulteriori sorprese nel comparto energetico. A livello settoriale, le azioni anticicliche del settore sanitario e di quello delle telecomunicazioni, che da due anni arrancano al di sotto delle medie di mercato, nell’estate 2011 potrebbero registrare un vero e proprio recupero.


Julius Baer prevede che il’FTSE MIB toccherà i 23 500 punti nei prossimi 12 mesi
A fronte dei persistenti timori concernenti l’ulteriore sviluppo della crisi bancaria europea, nelle ultime settimane il mercato azionario italiano ha evidenziato una debole performance. Tuttavia, gli analisti azionari di Julius Baer sovrappesano l’Italia in base a tutta una serie di fattori fondamentali e prevedono che il’FTSE MIB si muoverà verso l’obiettivo dei 23 500 punti nei prossimi 12 mesi. Oltre alla valutazione allettante, le azioni italiane sono presenti in maniera insufficiente  nei portafogli degli investitori. Se i fattori resteranno positivi, a medio termine si assisterà ad un aumento della domanda. Il mercato azionario italiano è in gran parte dominato dai settori dell’ energia, dei servizi di pubblica utilità e della finanza, tutti attualmente con fondamentali solidi. Con un deficit di bilancio stimato inferiore al 4% per l’anno in corso, l’Italia gode di una salute piuttosto buona rispetto agli altri Paesi di Eurolandia.


Tra le materie prime, gli specialisti di Julius Baer guardano con particolare favore al comparto dei metalli preziosi. A differenza dell’argento, ma anche dell’oro, i metalli preziosi di tipo ciclico come platino e palladio appaiono particolarmente interessanti. Sul versante valutario spicca l’atteggiamento estremamente negativo degli investitori nei confronti dello USD. Nel frattempo, le posizioni che puntano su un’evoluzione negativa del biglietto verde hanno assunto volumi tali che una breve e repentina correzione tecnica sarebbe tutt’altro che sorprendente. Gli esperti valutari di Julius Baer raccomandano pertanto agli investitori di attendere questo rimbalzo prima di tornare a posizionarsi in monete solide sotto il profilo dei fondamentali come quelle scandinave (NOK e SEK) oppure quelle asiatiche (INR, IDR o SGD).