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Piazza Affari digerisce bene prima tornata dividendi e chiude sui massimi

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Avvio di ottava ben intonato per Piazza Affari che non ha risentito dell’effetto dello stacco dividendo di ben 7 delle 40 società del Ftse Mib. L’indice guida milanese ha chiuso la seduta con un progresso dello 0,64% a quota 23.982 punti, avvicinando ulteriormente i massimi annui. L’effetto stacco cedola pesava oggi per circa lo 0,36% su Ftse Mib. I mercati europei hanno tenuto bene in una giornata caratterizzata dal nuovo rialzo dei rendimenti del Treasury decennale, arrivati a un soffio del 3%, accompagnato dal rialzo del dollaro Usa che si è portato ai massimi da inizio marzo.

Sul fronte spread il differenziale di rendimento tra Btp e Bund si è stretto ulteriormente in area 115 pb (minimi da agosto 2016). Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito al presidente della Camera, Roberto Fico, un incarico esplorativo che dovrebbe vagliare l’ipotesi di un governo M5S-Pd. “Il punto fondamentale è partire da temi e un programma per l’interesse del Paese”, ha dichiarato Roberto Fico, presidente della Camera, al termine del colloquio con il capo dello Stato Sergio Mattarella.
A Piazza Affari tra le società che hanno staccato la cedola spicca la prova di forza di Unicredit (+0,93%) che ha più che neutralizzato il contraccolpo da stacco cedola. L’istituto di Piazza Gae Aulenti ha staccato una cedola pari a 32 centesimi per azione, con rendimento pari all’1,82% (payout del 20% degli utili). Buon recupero anche per Finecobank (+0,16%) che staccava una cedola consistente di 0,285 euro (rendimento del 2,87%).
Giornata difficile per le utility: -1,58% Italgas, -0,71% Terna e -0,39%% Snam, con quest’ultima interessata a entrare nel mercato brasiliano e si è unita a EIG Global Energy nell’offerta per rilevare il 90% di Transportadora Associada de Gás (Tag).

Riflettori in terra carioca anche per Enel (+0,62%) che per la conquista di Eletropaulo dovrà contrastare i 29,4 real brasiliani per azione offeerti da Iberdrola (l’offerta di Enel si ferma a 28 real) e il possibile inserimento nella contesa anche della cinese State Grid of China. E’ possibile un’ulteriore contro-offerta di Enel “che ha molte potenzialità di miglioramento nella gestione di Eletropaulo in termini di risparmi sull’Opex”, sottolineano gli analisti di Equita. Un eventuale rilancio a 35 real brasiliani, il costo dell’Opa salirebbe a 1,7-1,8 mld euro (con 100% di adesione), ancora sotto la soglia dei 2 mld inclusi da Enel nel piano strategico per acquisizioni strategiche.