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Piazza Affari crolla all’indomani del voto, banche in picchiata. Spread sale a 340

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La Borsa di Milano ha chiuso in profondo rosso all’indomani delle elezioni che hanno visto emergere lo scenario peggiore delineato nei giorni scorsi dagli analisti finanziari. Il risultato del voto evidenzia una sostanziale ingovernabilità al Senato, mentre alla Camera la coalizione guidata da Bersani è riuscita ad aggiudicarsi il premio di maggioranza per un soffio di voti. La reazione del mercato era abbastanza prevedibile, con lo spread Btp-Bund arrivato a sfiorare i 340 punti base dai circa 295 punti base di ieri sera. I dati macro positivi (fiducia consumatori, case nuove e Richmond Fed index) stanno mettendo di buon umore Wall Street. A sostegno anche le indicazioni di Bernanke in audizione presso la Commissione bancaria del Senato. Il presidente della Fed ha ribadito che “i benefici del piano di acquisto di asset per l’economia americana sono evidenti”. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto il 4,89% a 15.552 punti.

Tempeste di vendite sul comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 10,47% a 1,274 euro, Intesa SanPaolo il 9,07% a 1,233 euro, Mediobanca l’8,64% a 4,856 euro, Unicredit l’8,46% a 3,832 euro, Monte dei Paschi il 5,84% a 0,212 euro, Ubi Banca il 7,26% a 3,37 euro. Male anche gli altri titoli finanziari: Mediolanum ha lasciato sul parterre il 10,27% a 4,122 euro, Generali il 6,54% a 12,01 euro. In rosso anche i colossi pubblici dell’energia: Enel ha perso il 5,84% a 2,71 euro, Eni il 3,02% a 17,01 euro. In controtendenza Pirelli (+2% a 8,68 euro) che ha trovato la forza nel pomeriggio grazie alle indiscrezioni riportate dal China Daily secondo cui il gruppo della Bicocca sarebbe pronto a investire 200 milioni di dollari nel Paese asiatico.