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Piazza Affari conclude sopra la parità la quarta seduta consecutiva, luci e ombre sul settore bancario

QUOTAZIONI Salini Impregilo
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L’ultima seduta settimanale ha sostanzialmente confermato quanto rilevato nei mercati finanziari nel corso dell’ottava. Ad una settimana dal voto dei cittadini britannici, sembrano già scacciati gli spettri invocati da analisti finanziari ed esperti di politica internazionale.

Con l’indice londinese, il FTSE 100, ai massimi da agosto del 2015 e l’arresto del rally dell’oro, sembra che la “Brexit” sia stata una bufera lampo di cui i mercati hanno già digerito gli scossoni.

Sul mercato dei titoli di Stato sono circolate indiscrezioni presso gli uffici dell’Eurotower, circa un allentamento dei requisiti per accedere agli acquisti da parte della Bce. Immediatamente si è scatenato un rally dei prezzi delle obbligazioni dei Paesi periferici.

Il Bonos spagnolo e il Btp italiano ne hanno beneficiato, con rendimenti che si sono avvicinati o hanno toccato i minimi storici ed il relativo spread contro il Bund sceso rispetto ad una settimana fa di oltre 30-40 punti base.

Nel dettaglio, il Btp decennale è sceso sino ad un minimo dell’1,22% fissando lo spread in area 134 punti base. Il record del Bonos spagnolo si aggiunge ai record già fatti registrare dai bond di Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

Fra gli eventi che ieri hanno fatto ripartire lo shopping di bond vi è anche il rinnovato approccio “dovish” del governatore della Bank of England, Mark Carney, che si è detto disposto a supportare l’economia britannica in caso di recesso con tagli ai tassi d’interesse. Immediata è stata la reazione sul mercato valutario dove la sterlina ha accelerato il trend i deprezzamento nei confronti di euro e dollaro. Il cambio fra la moneta unica europea e la sterlina si è portato a 0,839 circa mentre il cable transitava in area 1,327 a pochi minuti dalla chiusura dei mercati europei.

In questo quadro, il tema centrale che tiene sotto scacco Piazza Affari continua ad essere quello bancario. Nel pre-market di questa mattina i titoli degli istituti bancari avevano guadagnato terreno in seguito all’approvazione da parte della Commissione Europea dell’utilizzo di garanzie governative per supportare la liquidità del sistema bancario italiano in caso di crisi resa nota ieri nel pomeriggio, a mercati già chiusi.

A chiusura il FTSE Mib registra un incremento dello 0,61% chiudendo a 16.295,78 punti, modesto rispetto alle chiusure sopra al punto percentuale delle altre piazze europee. Contrastato il quadro fra i titoli bancari con Ubi Banca che ha perso l’1,9% a 2,42 euro e UniCredit che ha bruciato i guadagni di ieri con un -4,92% a 1,87 euro.

Forti vendite per Banco popolare dell’Emilia Romagna, sospesa più volte per eccesso di ribasso nel corso delle contrattazioni, che chiude a -4,82% a 3,12 euro.

Performance positive, invece, per Mps +0,87% a 0,382 euro, dopo i minimi storici toccati ieri e Banco Popolare +1,58% a 2,17 euro.

Menzione particolare meritano Eni e Salini Impregilo, nel segmento delle mid cap. Il colosso italiano dell’oil ha chiuso le contrattazioni a 14,82 euro, recuperando il gap di settimana scorsa con i prezzi pre-Brexit grazie ad un guadagno del 2,06%. Salini Impregilo è stato fra i migliori titoli della seduta con un balzo dellì’8,75% a 2,76 euro.